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Rimangono invariate le quote dei partecipanti della Banca d'Italia, con l'eccezione di Credit Agricole Italia. È il quadro che emerge dall'ultimo aggiornamento delle partecipazioni al capitale di via Nazionale, a un anno dal completamento della sistemazione delle quote.
Nel febbraio 2022 si definì il riassetto dopo che la legge di Bilancio, anche per favorire le dismissioni delle quote eccedenti di Intesa Sanpaolo e UniCredit, alzò la soglia massima di partecipazione dal 3 al 5 % del capitale di via Nazionale.
Nell'ultimo anno le uniche variazioni hanno riguardato Credit Agricole che ha rilevato una buona parte delle quote di partecipazione al capitale della Banca d'Italia cedute dai commissari liquidatori di Popolare di Vicenza e di Veneto Banca.
Si tratta di circa 250 quote che si aggiungono ad altre 100 ereditate nel corso dell'anno dal Credito Valtellinese, integrata nel gruppo.
Arrotondamento della partecipazione anche da parte del Fondo pensione a contribuzione definita del gruppo Intesa Sanpaolo (200 quote in più).
Tra i partecipanti, si conferma UniCredit al primo posto con quote pari al 5% del capitale mentre Intesa Sanpaolo ne detiene il 4,91% alle spalle di alcuni enti previdenziali (medici, avvocati e ingegneri) che detengono il 4,93 % ciascuno.
L'anno scorso arrotondarono le rispettive partecipazioni anche la Cassa dei commercialisti, il fondo pensione Fondenergia, il Credito Sportivo, Bff Bank, Banca Ifis e Cassa Ravenna.
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