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31 Gennaio 2023

IRIS 2022: ESG sempre più centrali nelle scelte degli investitori (Report)

di E.I.

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Il cambiamento climatico nel lungo periodo rappresenta una minaccia potenzialmente maggiore per l'economia e gli investimenti rispetto al Covid-19. 

È quanto emerge dall’Insights into Real estate Investment Sustainability (IRIS) 2022, la survey realizzata da EVORA Global per comprendere meglio l'evoluzione delle tematiche ESG negli investimenti real estate.

Gli investitori iniziano a vedere le implicazioni finanziarie del rischio climatico sui loro investimenti. Secondo il rapporto intendono proteggere il valore futuro degli asset e affrontare la sfida della resilienza attraverso strategie quali: Green Buildings, Sustainable Property Management e Climate Resilient Locations.

Secondo la survey, i Green Building e i sistemi di produzione da fonti rinnovabili otterranno una maggiore attenzione da parte degli investitori. Anche i fondi con una strategia di investimento a Value Add vedranno un aumento degli investimenti per lo sviluppo di asset resilienti al clima.

Rispetto al 2021, le tematiche ESG sono integrate in modo più ampio e profondo nel ciclo di vita dell'investimento coprendo tutte le fasi dall’acquisizione, lo sviluppo, la gestione e la cessione finale. L’Investment Committee resta l’organo aziendale maggiormente coinvolto, ma anche le altre funzioni aziendali sono sempre più esposte a queste tematiche.

   

Praticamente tutti gli investitori utilizzano i dati ESG nel loro processo decisionale di investimento e almeno il 50% integra i dati ESG nei modelli finanziari a livello di asset, tuttavia un’importante criticità è rappresentata dal fatto che solo l'11% è fiducioso della qualità dei propri dati, con una riduzione rispetto all'indagine IRIS dello scorso anno. Solo il 7% della raccolta dati ESG del settore immobiliare è automatizzata, in linea con i risultati dell’anno scorso, e si fa ancora molto affidamento su dati di terzi. 

Il valore aggiunto delle valutazioni di materialità, secondo quanto emerge dal rapporto, è messo in discussione dalla maggioranza dei grandi investitori (20%). Le normative (SFDR, EU Taxonomy, Local Law 97 NY, ecc.) sono un driver importante che è avvertito a più livelli da un numero crescente di investitori (65%). Il numero di rappresentanti ESG negli Investment Committee (55%) e il numero di rappresentanti con diritto di voto (38%) sono aumentati nell'ultimo anno. L’inclusione di parametri e KPI ESG nei sistemi di remunerazione è una pratica in crescita ed è adottata dalla maggioranza dei grandi investitori (55%).

Il rischio reputazionale è ancora il primo rischio ESG e climatico percepito dagli investitori, ma i rischi finanziari sono riconosciuti praticamente da tutti gli investitori. Quasi la metà degli investitori prende in considerazione il rischio fisico causato da condizioni metereologiche estreme nei parametri di valutazione del valore degli investimenti.

Il rapporto indica una risposta contrastante da parte degli investitori per quanto riguarda i prezzi della CO2 definiti internamente e le relative compensazioni (offset). Sebbene ci siano alcuni primi passi, soprattutto da parte dei grandi investitori, la maggior parte del mercato si aspetta ancora che le normative accelerino l'adozione del carbon pricing. La maggioranza tende comunque a seguire l'esempio dei grandi investitori.

Sonny Masero, Chief Strategy Officer in EVORA Global: “In sintesi, nell'ultimo anno abbiamo assistito a progressi nell'integrazione dell'ESG nel processo decisionale degli investimenti immobiliari. Il quadro di ciò che può essere definito best practice, è ancora più chiaro e questo dovrebbe indicare a tutte le aziende quale direzione prendere nell'anno a venire".

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