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28 Ottobre 2022

RE ITALY Proptech Meeting: quanta voglia di tecnologia nel Real Estate

di Maurizio Cannone, Direttore Monitor

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Tanta voglia di incontrarsi e fare network a RE ITALY, grande spirito di ricerca verso la tecnologia.

Con oltre 1.000 accreditati RE ITALY Proptech Meeting del 24 ottobre ha dato voce ai più interessanti operatori del settore impegnati nell’evoluzione delle attività legate al Real Estate: se da una parte abbiamo assistito alla presentazione di numerose startup (vedi i video integrali) dall’altra le aziende già sul mercato stanno correndo per non restare indietro e magari proporsi come nuovi leader. 

È risultato evidente come ci si trovi di fronte a un vero cambiamento epocale dove l’utilizzo della tecnologia, della propria tecnologia utilizzata in azienda, non è un’opzione. Non è più possibile rimandare le decisioni e attendere, cullandosi dei risultati raggiunti in passato. 

La tecnologia è già qui e comanda. Uso il termine tecnologia perché è talmente vasto il panorama presente sul mercato che si sbaglierebbe indicando solo Blockchain, oppure AI o qualunque altra branca possa venire in mente. 

A confermare come sia terminata la fase intuitiva della tecnologia e sia già in corso la fase di selezione severa non tanto delle aziende quanto delle persone, durante il suo intervento il rappresentante di Microsoft ha parlato di Domotica: “Nelle case non si usa più. È diventato talmente complicato utilizzare l’apparecchiatura che si preferisce accendere e spegnere la luce manualmente”. Un’iperbole, certo, ma che fornisce l’idea di come anche per le operazioni più semplici sia necessario avere competenze che continuo a chiamare tecnologiche. 

È finito il tempo degli smanettoni che promettono risultati clamorosi. Questo momento, il presente, è rappresentato da innovazioni spesso pensate da operatori del Real Estate che nulla hanno a che fare con la tecnologia. Ma sanno cosa vogliono e affidano la realizzazione, solo la realizzazione, a chi ne sa di più. Questa è quasi una costante: le iniziative più interessanti e concrete sono nate da non più giovani del settore tradizionale. Aggrapparsi a quello che si è sempre fatto senza innovare, oggi significa diventare, o confermarsi, vecchi tromboni e il mercato, oggi severo, diventerà cinico viste le prospettive generali dell’economia. Insomma un gran momento, con grandi possibilità di sviluppo.

Incontrarsi a RE ITALY ha sempre lo scopo, tra gli altri, di entrare nel dettaglio degli argomenti, conoscere e confrontarsi anche su aspetti apparentemente secondari. A questo RE ITALY Proptech Meeting un aspetto sempre presente è stata la difficoltà da parte delle aziende di realizzare applicazioni. Una volta stabilito che serve, per esempio, realizzare una piattaforma con determinate funzionalità comincia una vera battaglia. Infatti o si utilizza qualcosa già esistente sul mercato, ma il settore è notoriamente troppo piccolo perché Microsoft abbia già un prodotto pronto, oppure si deve cercare uno sviluppatore software. Che non esiste, nel senso che non esiste una struttura sul mercato in grado di soddisfare adeguatamente la richiesta di un’azienda. Il panorama è composto da piccole realtà, sotto i 15 dipendenti, non specializzate esclusivamente nel Real Estate, con una rotazione del personale che rende impossibile qualsiasi progettazione. Il risultato è che tutte, proprio tutte, le imprese hanno riferito di progetti mai arrivati alla fine perché talmente lunga la loro realizzazione che le esigenze aziendali erano cambiate. Tempo, costi, energie e opportunità di mercato che si perdono.


 
Serve ragionare sul tema e trovare una soluzione.

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