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2 Febbraio 2023

Bologna: al via la riqualificazione dell'Ex Sta.Ve.Co, nuovo Parco della Giustizia

di E.I.

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Prende il via l’operazione di riqualificazione dell’ex cittadella militare Sta.Ve.Co, un’area di circa 9 ettari che si sviluppa tra le colline e il centro storico di Bologna, destinata a diventare il futuro Parco della Giustizia. 

Questo il tema al centro dell’evento nel corso del quale Agenzia del Demanio, Ministero della Giustizia e Comune hanno illustrati i contenuti del bando di gara del concorso internazionale, appena pubblicato, per la progettazione e il recupero dell’intera struttura. 

L’iniziativa si inserisce all’interno del protocollo di intesa firmato nel 2018 dall’Agenzia del Demanio, dal Ministero della Giustizia, dal Comune di Bologna, dalla Corte di Appello, dalla Procura Generale, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Provveditorato Interregionale alle OO.PP. per la Lombardia e l’Emilia-Romagna. Grazie a un impegno di spesa complessivo di circa 270 milioni, finanziato dal Ministero della Giustizia, di cui sono già stati stanziati circa 105 milioni di euro per gli interventi del primo lotto, si darà avvio ad una complessa operazione di recupero e rifunzionalizzazione dell’ex Sta.Ve.Co che ospiterà un ampio Parco a uso pubblico e uffici di nuova generazione. 

All’evento di presentazione del concorso di progettazione sono intervenuti il Vice Ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, il Direttore dell’Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme e il Sindaco di Bologna Matteo Lepore. 

La giornata è stata anche occasione per condividere con le istituzioni, gli stakeholder e i professionisti del settore, le principali caratteristiche tecniche del bene e del bando di concorso, in modo da supportare l’attività di progettazione sin dai primi passi, con lo scopo di garantire la sostenibilità ambientale, la qualità funzionale tecnica ed architettonica, e la resilienza degli immobili ai cambiamenti climatici e al rischio sismico. Questo consentirà di prevedere il massimo contenimento dei consumi energetici, e di ridurre la spesa per i fitti passivi, per gli oneri manutentivi e per i costi di gestione.

Al termine della conferenza è stata organizzata una visita guidata all’interno dell’area ex Sta.Ve.Co. nel corso della quale rappresentanti e tecnici dell’Agenzia del Demanio hanno accompagnato i presenti all’interno delle strutture, fornendo informazioni di carattere storico architettonico del sito e maggiori dettagli sulla complessità degli interventi che verranno attuati secondo il concorso appena bandito. 

L’intervento di recupero prevede un alto livello di qualità progettuale. Il restauro e l’adeguamento sismico interesserà circa 35 mila mq di edifici: oltre 7000 mq saranno demoliti e 3000 mq saranno oggetto di nuove costruzioni. 

L’area destinata a Parco dovrà prevedere un sistema di verde pubblico fruibile che metta in connessione viale Panzacchi con via Codivilla e il parco pubblico di San Michele in Bosco e dell’Istituto Rizzoli. La proposta progettuale per i parcheggi dovrà inoltre includere la realizzazione di circa 400 posti auto conformi agli standard urbanistici, per un totale di circa 8000 mq. Attenzione sarà data anche alla rete di connessioni ciclo-pedonali. 

Per poter partecipare al concorso di progettazione c’è tempo fino al 16 marzo 2023. Al vincitore del concorso, oltre al premio di 110.000 euro per il primo classificato, verranno riconosciute le spese tecniche per il progetto di fattibilità tecnica ed economica che è stimato a base d’asta in 7.521.404,09 euro, da ribassare come da documentazione di gara. 

Paolo Sisto, Vice Ministro della Giustizia Francesco: “Si tratta di un progetto che viene da lontano e che consentirà di raggiungere un obiettivo prestigioso. Il gioco di squadra fra i soggetti coinvolti assicurerà rapidità e qualità dell’intervento, grazie a procedure moderne e attenzione alla selezione dei materiali. Il risultato sarà un edificio funzionale e bello, che diventerà un punto di riferimento per la città. Occuparsi di edilizia giudiziaria significa capire che c’è una giustizia migliore se i luoghi sono migliori. Il collegamento con la città consente di dare alla giustizia un’immagine più vicina alle persone grazie alla contaminazione con il tessuto cittadino”. 

Alessandra dal Verme, Direttore dell’Agenzia del Demanio: “Il Parco della Giustizia di Bologna rientra in una più ampia collaborazione dell’Agenzia del Demanio con il Ministero della Giustizia per lavorare sinergicamente alla realizzazione dei “Parchi della Giustizia” su tutto il territorio nazionale, secondo una logica di edifici giudiziari che rigenerano aree urbane, concorrendo ad una Giustizia permeabile ai Territori che porti un senso di legalità diffusa. Quello di cui parliamo oggi è un progetto per la rinascita dell’area ex Sta.Ve.Co., chiusa da decenni alla città, una tappa nel percorso che l’Agenzia, sta portando avanti per il riuso di tutti i beni dello Stato non utilizzati. Un impegno alla riduzione del consumo del suolo, alla autosufficienza energetica degli immobili pubblici, allo sviluppo socio economico dei territori: il patrimonio dello Stato si trasforma in ricchezza per il Paese a beneficio dei cittadini”.

Matteo Lepore, sindaco: “All’interno del Parco della Giustizia verrà dedicata particolare importanza alla città dei diritti per rappresentare la storia di Bologna dal punto di vista della civiltà del diritto. L’università infatti nasce dallo studio del diritto, cioè delle soluzioni democratiche che la nostra civiltà si è voluta dare, in particolare per affrontare la grande questione della promozione e della difesa dei diritti dei più fragili. Bologna e tutte le sue amministrazioni da sempre studiano come fare meglio nell’ambito della tutela dei più fragili. Il Parco della Giustizia darà una risposta logistica ma anche umanistica e umana a questa domanda, la proposta progettuale dovrà interpretare questo spirito. Con questo progetto inoltre andiamo oltre la scelta di tutelare la collina e puntiamo alla ricucitura con il centro storico. La Staveco è uno dei sei parchi urbani che realizzeremo all’interno del progetto Impronta verde ed è coerente con l’obiettivo della Missione clima per il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2030”.

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