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3 Ottobre 2023

Ubp, Cina: per ora no rischi sistemici dal settore immobiliare

di Carlos Casanova, Senior Economist, Asia di UBP

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Dopo la forte spinta derivante dalla riapertura dell'economia nel primo trimestre, la crescita non è riuscita a mantenersi al di sopra delle attese. Il freno alle esportazioni derivante dalla moderata crescita globale, la debolezza della domanda interna e il continuo deleveraging con alti tassi di interesse reali hanno pesato sulla crescita del secondo trimestre. Le previsioni per il 2023 sono state quindi riviste al ribasso dal 5% al 4,8%. Inoltre, ci aspettiamo che la crescita del terzo trimestre rimanga modesta, pari solo al 3,8% a/a. Manteniamo una posizione prudente per il 2024, con una crescita prevista di appena il 4,5%.

Il sentiment del settore manifatturiero si è recentemente stabilizzato, ma restando a livelli bassi. I servizi sono stati il principale motore della crescita nel primo semestre, ma questa spinta sta iniziando a svanire. I settori sensibili ai tassi restano deboli e il consolidamento pluriennale degli sviluppatori immobiliari ha portato a una stretta creditizia, con rischi crescenti di insolvenza nel settore.

Le autorità monetarie e di bilancio hanno reagito all'indebolimento della domanda e all'aumento dei rischi nel settore immobiliare. Sono stati adottati diversi tagli dei tassi d'interesse, tassi ipotecari più bassi e allentamenti macroprudenziali per rilanciare la domanda immobiliare. Le autorità hanno rinnovato le iniezioni di liquidità e gli incentivi fiscali per l'acquisto di veicoli elettrici, elettronica ed elettrodomestici.

Lo stress nel servizio del debito tra i costruttori cinesi indebitati si è riversato sullo shadow banking. Un evento di credito più ampio tra gli imprenditori immobiliari potrebbe quindi provocare un indebolimento dei fondamentali del settore bancario. Tuttavia, sembra che il settore bancario sia relativamente solvibile e dovrebbe essere in grado di assorbire lo stress del settore immobiliare senza causare rischi sistemici. Almeno per ora.

Finora la risposta della politica economica è stata frammentaria. Questi sforzi ci sembrano modesti e probabilmente non basteranno a invertire completamente le pressioni al ribasso sulla crescita e a rilanciare la domanda interna. Prevediamo che nei prossimi mesi dovranno essere adottate misure più significative a favore della crescita, il che implica un aumento del deficit di bilancio e un allentamento monetario più consistente.

Tuttavia, un pacchetto di stimoli "Big Bang" come quello del 2008 sembra meno probabile, mentre le misure recenti potrebbero avere un effetto ritardato, mantenendo i rischi al ribasso per la crescita del quarto trimestre. Per essere efficaci, queste misure dovrebbero non solo sostenere la domanda del settore immobiliare, ma anche alimentare l'inflazione per sradicare le aspettative deflazionistiche.

La Cina non è ancora in una trappola di liquidità, ma potrebbe finirci se le azioni politiche non saranno calibrate con attenzione in prospettiva.

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