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12 Febbraio 2024

Arras Group porta il mare italiano in Svizzera (Video)

di red

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Arras Group ha recentemente inaugurato la sede di Neuchâtel, in Svizzera, prima sede internazionale fuori dall'Italia. Chiediamo a Enrico Arras, Ceo del Gruppo: perché ha scelto proprio la Svizzera?


“Oggi la Svizzera rappresenta il 16% della nostra clientela, quindi il mercato svizzero per Arras Group è molto interessante, sia per reddito pro capite sia per la risposta che riceviamo da questo mercato che continua a essere interessato ai nostri immobili e a ricercare una casa vista mare. La presenza su Neuchâtel ci porterà ad avere comunque una crescita maggiore dei nostri clienti e, presumibilmente, ad aumentare i fatturati. 


Secondo la nostra analisi di mercato, lo svizzero preferisce toccar con mano la casa e conoscere direttamente chi ha davanti come società. Grazie al nostro processo tecnologico siamo riusciti a chiudere una buona percentuale di vendita ma l'apertura di uno showroom fisico sarà un quid in più”.


Quali sono, a Suo avviso, le prospettive per il 2024 nel segmento del lusso?


“Per il 2024 la situazione di mercato è in notevole crescita. Tengo sempre a ribadire che la società vende seconde case di segmento medio-alto, quindi segmento lusso. La clientela mese dopo mese sta diventando sempre più internazionale e, con una cura e una ricerca del dettaglio, riusciamo a soddisfare se non al 100% sì, almeno, in buona parte le esigenze dei nostri clienti.


Le richieste si concentrano su un target più alto: mentre l'anno scorso avevamo richieste che arrivavano mediamente attorno ai 250-300.000 euro, quest'anno abbiamo quasi raddoppiato il budget e con una richiesta di spazi abitativi più grandi. Ciò significa che il mercato del lusso sta puntando ad un mercato nuovo che è la seconda casa. 


Attualmente siamo presenti in Sardegna, Sicilia e Puglia che definiamo comunque un po' il fiore all'occhiello dell'Italia e con tanti terreni e tante aree dove poter fare sviluppo. Le prospettive sono quelle di completare i cantieri già in essere, quindi andare in consegna con oltre 50 unità abitative”.

Guarda la videointervista.

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