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In un editoriale del 26 marzo Maurizio Cannone, Direttore di Monitorimmobiliare, ha sottolineato come il settore delle costruzioni non riesca a “fare sistema”.
Il tema, di grande attualità, è quello del giudizio sul Codice degli appalti pubblici che secondo l’ANCE sarebbe responsabile di bloccare i cantieri e andrebbe per questo superato mentre, viceversa, per l’OICE (associazione delle società d’ingegneria e progettazione, contraria all’appalto integrato), andrebbe mantenuto.
Questa contrapposizione un po' impallidisce di fronte al contrasto che è sembrato emergere tra le due Autorità: l’AGCM e l’ANAC.
Vediamo, in sintesi, le due posizioni.
Secondo la ricetta dell’AGCM (nelle proposte del 23 marzo per la legge annuale sulla concorrenza) nel breve si dovrebbe sospendere l’applicazione del Codice nell’utilizzo dei fondi europei del Next Generation EU (n.b. però ci si riferisce alla sola parte che eccede la direttiva comunitaria) facendo cadere i limiti per subappalto, avvalimento, appalto integrato, esclusione delle offerte anomale, commissari esterni. A fronteggiare i rischi vi sarebbe una nuova struttura di controllo.
Nel medio periodo la revisione comporterebbe: l’applicazione del principio del copy-out delle direttive (con deroghe del tutto eccezionali); ampliamento dell’autocertificazione; contrasto alla burocrazia difensiva. Si punta, infine, sulla specializzazione delle stazioni appaltanti e sulla digitalizzazione.
Va detto che appare difficile non convenire sulle proposte a medio termine, e soprattutto sull’assoluta necessità di attuare le norme (a dire il vero previste, ma non attuate, proprio dal Codice vigente) sulla digitalizzazione e sulla qualificazione delle stazioni appaltanti, già indicate come strumenti essenziali di riforma dalla Banca d’Italia e dalla stessa ANAC.
Sull’ipotesi della sospensione, il 25 marzo, è arrivata una precisazione del Presidente dell’ANAC, Giuseppe Busia (in una intervista su un quotidiano economico) secondo cui si tratterebbe di uno “slogan semplificatorio” che rischierebbe di bloccare le gare per la mancanza di riferimenti. Si concorda, invece, sull’opportunità di una revisione profonda.
A ben vedere però il contrasto è più che altro apparente, in quanto l’AGCM prospetta una sospensione parziale, mentre l’ANAC sembra riferirsi ai rischi di una integrale (e per questo non realizzabile) sospensione del Codice.
In conclusione, va da sé che la strategia va distinta in due fasi.
Nell’immediato la strada già intrapresa con i decreti “Sblocca-cantieri” e “Semplificazioni” è quella di affrontare l’emergenza con strumenti d’emergenza, inevitabilmente disorganici e temporanei; e con la straordinaria necessità di utilizzare al meglio possibile i fondi della “ricostruzione” altri interventi chirurgici sul Codice possono risultare d’ausilio, come pure procedure calibrate sulle opere maggiori.
Ma dove non si sfugge, e dove la convergenza tra il mercato e i regolatori è indispensabile davvero, è sull’urgenza di adottare scelte lungimiranti e ponderate di rifondazione del sistema degli appalti, in un’ottica di pianificazione di lungo periodo.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Al Salhi, E&V: Italia sempre pi&ug
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