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18 Giugno 2026
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Berry Sea ha analizzato l'attività dei tribunali fallimentari nazionali nel periodo gennaio-aprile 2026, con un focus sulle prime venti sezioni per volume di attività: Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Busto Arsizio, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Modena, Monza, Napoli, Padova, Roma, Torino, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza. L'analisi prende in considerazione indicatori chiave: andamento delle liquidazioni giudiziali sopravvenute, procedure definite, variazioni regionali e mensili ed evoluzione dei casi pendenti.
L'osservatorio evidenzia un quadro di maggiore pressione in ingresso e, allo stesso tempo, un rafforzamento della capacità di smaltimento. Le nuove iscrizioni aumentano dell'8% rispetto al primo quadrimestre 2025, mentre le procedure definite crescono del 15%. Nel complesso, nel primo quadrimestre 2026 sono state chiuse 4.757 procedure a fronte di 3.526 nuove iscrizioni, con un tasso di clearance del 35%.
A livello di volumi, Roma e Milano si confermano i due principali poli giudiziari. La Capitale registra 420 nuove iscrizioni e 498 procedure definite, ampliando il divario rispetto a Milano, che conta 291 nuove iscrizioni e 384 definizioni. Entrambe le sedi mostrano un saldo positivo tra chiusure e aperture. Per numero di nuove iscrizioni emergono Torino, Bari e Bergamo, mentre sul fronte delle procedure definite si distinguono Napoli, Catania e Brescia.
Tra i tribunali con maggiore capacità di smaltimento spiccano Catania, Firenze e Venezia, con tassi di clearance ampiamente positivi. Catania registra 119 procedure definite a fronte di 33 nuove iscrizioni (261%). Firenze chiude 104 procedure contro 41 nuove iscrizioni (+154%). Venezia definisce 75 procedure a fronte di 31 nuove iscrizioni (+142%). Seguono Verona e Treviso, rispettivamente con un saldo positivo dell'82% e del 79%.
"L'incremento delle liquidazioni giudiziali nel primo quadrimestre 2026 può essere letto come il riflesso di un contesto ancora selettivo per molte imprese, in cui tensioni finanziarie, costi operativi e minore capacità di assorbire shock economici continuano a tradursi in nuovi ingressi in procedura. Tuttavia, il dato più significativo è la capacità del sistema di chiudere più procedure di quante ne vengano aperte. Un tasso di clearance del 35% e la riduzione delle pendenze confermano che lo smaltimento dell'arretrato sta accelerando. L'analisi territoriale mostra però dinamiche differenziate: alcune sedi stanno recuperando con intensità sullo stock pregresso, mentre altre restano esposte a volumi strutturalmente più elevati. Per questo, attraverso berry Sea, riteniamo fondamentale monitorare l'evoluzione non solo delle nuove iscrizioni, ma anche della capacità effettiva del sistema di trasformare i dati in efficienza operativa", ha dichiarato Giacomo Fava, Lead Artificial Intelligence Engineer presso berry srl.
Variazioni regionali
A livello regionale, il primo quadrimestre 2026 conferma una forte concentrazione dei volumi nelle aree economicamente e giudiziariamente più rilevanti. La Lombardia è prima sia per nuove iscrizioni sia per procedure definite, con 691 liquidazioni giudiziali sopravvenute e 895 procedure chiuse. Segue il Lazio, con 546 nuove iscrizioni e 695 definizioni. Dopo Lombardia e Lazio, i maggiori volumi di nuove iscrizioni si registrano in Campania (313), Emilia-Romagna (262) e Piemonte (256). Sul fronte dello smaltimento, alle spalle di Lombardia e Lazio emergono Toscana (417 procedure definite), Campania (395) e Sicilia (377). Nel complesso, Lombardia e Lazio rappresentano insieme circa il 35% delle nuove iscrizioni nazionali e oltre il 33% delle procedure definite.
Tendenze mensili
L'andamento mensile del primo quadrimestre 2026 evidenzia una progressiva intensificazione dei flussi, sia sul fronte delle nuove iscrizioni sia su quello delle procedure definite. Aprile concentra i volumi più elevati, con 1.381 procedure definite e 957 nuove iscrizioni. Marzo registra il livello più alto di nuove iscrizioni dopo aprile (928), mentre febbraio mostra la crescita più marcata rispetto allo stesso mese del 2025 (+30%). In tutti i mesi analizzati le procedure definite superano le nuove iscrizioni; ad aprile le definizioni aumentano del 33% rispetto ad aprile 2025.
Casi pendenti
Il numero complessivo delle procedure pendenti, rilevato su base quadrimestrale, continua a ridursi anche nel primo quadrimestre 2026. Al termine del periodo le procedure ancora aperte sono 46.231, in calo rispetto alle 47.462 del quadrimestre precedente e alle 49.140 registrate nello stesso periodo del 2025. La riduzione è pari al 3% rispetto al dato di fine 2025 e al 6% su base annua.
In prospettiva storica, nel primo quadrimestre 2019 le pendenze complessive erano 82.739, mentre nel primo quadrimestre 2026 sono scese a 46.231 (-44% circa). La composizione del totale continua però a modificarsi: diminuisce progressivamente il peso dei fallimenti (23.435 procedimenti pendenti), mentre crescono le liquidazioni giudiziali (22.796). Il carico complessivo si riduce, ma si sposta verso le nuove procedure introdotte dalla riforma, un'evoluzione che richiede monitoraggio costante anche sotto il profilo gestionale.
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