Dopo avere chiuso il 2020 con la peggiore contrazione dei consumi dal dopoguerra (-10% rispetto all'anno precedente) a causa delle ricadute della pandemia, nel 2021 è atteso un rimbalzo del 4,9%, che non consentirà però di riguadagnare i livelli e la composizione della spesa pre-Covid (solo il 21% degli italiani prevede di spendere più del 2019, comunque un miglioramento rispetto al 16% che si era espresso in questi termini ad agosto scorso)..
Sono i dati più evidenti di due indagini realizzate dall'Ufficio studi Coop e da Coop-Nomisma, secondo cui la ripresa dei consumi si concentra su casa (un italiano su 5 pensa alla domotica e 4 su 10 a ristrutturazioni ed efficientamento energetico), salute e digital. Mentre caleranno le spese per trasporti, abbigliamento, calzature e abbonamenti (per esempio alla pay tv).
Per quanto riguarda i generi alimentari, il 71% prevede spese stabili e il 15% intende risparmiare. Per quanto riguarda la Gdo (la Grande distribuzione organizzata), dopo un 2020 positivo (+8% nella settimana di Natale, +4,2% nell'anno e un rialzo superiore al 5% includendo l'e-commerce, che ha segnato un +140%) le stime per l'anno appena iniziato sono negative: con il graduale esaurirsi della emergenza sanitaria ci si attende una flessione del fatturato della rete fisica della grande distribuzione del 2,6% (-1,6% se si considera anche l'e-commerce), con un andamento in controtendenza per discount (+1,8%) e specialisti drug (+2,9%).
In maggiore difficoltà certamente il Sud, mentre sarà meno pronunciata la perdita delle regioni settentrionali anche grazie alla forte ulteriore crescita dell'e-commerce che si concentra proprio in quei territori.