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17 Luglio 2025

Fimaa-Confcommercio plaude all'emendamento sulla doppia tassazione degli immobili

di Red

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FIMAA-Confcommercio esprime apprezzamento per l'emendamento approvato al Decreto-legge Fiscale riguardante la "doppia tassazione" degli immobili ceduti con atti distinti in usufrutto e in nuda proprietà. "Come FIMAA-Confcommercio avevamo portato da tempo il tema all'attenzione degli operatori del settore e delle Istituzioni - commenta Santino Taverna, Presidente Nazionale della Federazione, - e la proposta del senatore De Palma, relatore al decreto-legge Fiscale, rappresenta un necessario chiarimento, che garantisce equità e tutela per chi vende e chi acquista".

Il problema nasce da una recente interpretazione dell'Agenzia delle Entrate (interpello n. 133/2025). Secondo l'Agenzia delle Entrate, nel caso in cui l'acquirente intestasse a sé stesso l'usufrutto dell'immobile e la nuda proprietà a un soggetto differente, il venditore verrebbe tassato come se avesse realizzato una plusvalenza, anche se l'immobile era stato posseduto per più di cinque anni. "Si tratta di una prassi molto diffusa - spiega ancora Taverna, - il caso tipico è quello del genitore che acquista una casa intestandola al figlio, ma riserva a sé stesso l'usufrutto. Con l'interpretazione fornita dall'Agenzia delle Entrate, tuttavia, una scelta del compratore avrebbe generato un effetto fiscale negativo per il venditore. La quota di prezzo relativa all'usufrutto infatti sarebbe stata considerata un 'reddito diverso', e il venditore avrebbe dovuto pagare l'IRPEF su quella parte".

Grazie anche all'intervento di FIMAA, questa distorsione è stata corretta. L'emendamento approvato chiarisce che, in questi casi, la cessione deve essere considerata unitaria e non deve penalizzare il venditore, evitando una doppia tassazione ingiustificata. "Questa casistica - prosegue il Presidente Nazionale della FIMAA-Confcommercio - è molto frequente nel mercato immobiliare sia per una specifica tipologia di compravendite, che in operazioni familiari e successorie. Si tratta di una scelta perfettamente legittima da parte dell'acquirente. Ma la chiarezza normativa garantisce maggiore equità e tutela per chi vende, evitando sorprese fiscali" conclude Taverna.

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