Ultime notizie

21 Maggio 2026

Hogan Lovells: Decreto Fiscale, convertito in legge, analisi delle principali novità e impatti

di Serena Pietrosanti, Head of Tax Italy Hogan Lovells

Condividi:
Facebook
Linkedin
Twitter
Whatsapp
16x9
Angle Left
Angle Right
ADV 970x90

Il Decreto Fiscale (D.L. n. 38/2026), convertito definitivamente in legge dalla Camera il 20 maggio 2026 (A.C. 2935), esce dal percorso parlamentare profondamente modificato rispetto alla sua formulazione originaria.

Nato come intervento circoscritto di aggiornamento della disciplina fiscale, il provvedimento ha progressivamente assunto una struttura tipicamente "omnibus", nella quale confluiscono disposizioni eterogenee di natura tributaria ed economica, anche per effetto dell'incorporazione del contenuto del D.L. n. 42/2026 (c.d. Decreto Carburanti), contestualmente abrogato con salvezza degli effetti già prodotti.

Sul versante dell'imposizione d'impresa, uno degli interventi di maggiore rilievo riguarda il ripristino del regime previgente in materia di participation exemption (PEX) e tassazione dei dividendi. Il Decreto Fiscale elimina infatti le restrizioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, che avevano subordinato l'applicazione dei regimi di esclusione ed esenzione al raggiungimento di determinate soglie partecipative o di valore fiscale della partecipazione. Il legislatore torna così all'assetto antecedente alla riforma, rimuovendo condizioni che, come rilevato dagli operatori del settore, rischiavano di introdurre significativi elementi di rigidità e complessità operativa nel sistema.

Sempre in ambito societario, il decreto interviene in modo significativo sulla disciplina IVA delle operazioni permutative. La base imponibile viene ora ancorata al valore monetario attribuito contrattualmente ai beni o ai servizi oggetto dello scambio, con un limite minimo rappresentato dai costi sostenuti dalle parti, superando il precedente riferimento al "valore normale". La disposizione, accompagnata da una disciplina transitoria di salvaguardia per i comportamenti pregressi, mira ad assicurare maggiore certezza applicativa e una più stretta aderenza della base imponibile alla reale dimensione economica delle operazioni.

Particolare attenzione è inoltre dedicata al trattamento fiscale dell'avviamento negativo (c.d. badwill) nelle operazioni straordinarie effettuate da soggetti IAS/IFRS adopter. Il decreto introduce la possibilità di ripartire in cinque esercizi l'imponibilità fiscale del badwill emergente nelle operazioni di cessione d'azienda o di ramo d'azienda, subordinatamente al rispetto di specifiche condizioni di continuità aziendale e mantenimento dei livelli occupazionali. La misura si inserisce nel più ampio obiettivo di attenuare gli effetti fiscali immediati connessi alle operazioni di ristrutturazione e riorganizzazione societaria.

Sul fronte delle persone fisiche, il testo convertito conferma il divieto di cumulo tra il regime agevolato per i lavoratori impatriati e il regime dei neo-residenti per chi trasferirà la residenza in Italia dal 2027. Pur se qualificato formalmente come intervento di coordinamento normativo, il correttivo produce un effetto sostanzialmente restrittivo sull'utilizzo combinato dei regimi agevolativi, con l'obiettivo di evitare fenomeni di sovrapposizione e arbitraggio fiscale.

Accanto alle misure di carattere strutturale, il decreto - soprattutto a seguito della conversione parlamentare - introduce numerosi interventi di natura settoriale e congiunturale. Tra questi figurano misure di sostegno alle imprese maggiormente esposte agli effetti economici della crisi nell'area del Golfo Persico e all'incremento dei costi energetici, nonché agevolazioni fiscali e crediti d'imposta destinati a specifici comparti, tra cui agricoltura ed energia.

In continuità con le misure originariamente contenute nel Decreto Carburanti, il provvedimento interviene inoltre sul tema delle accise e del contenimento dei costi energetici.

Sempre in un'ottica di alleggerimento operativo per operatori economici e amministrazioni, il decreto dispone infine la sospensione fino al 30 giugno 2026 del contributo amministrativo di 2 euro previsto per i piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-UE, al fine di consentire l'adeguamento dei sistemi di riscossione.

Nel complesso, il D.L. n. 38/2026 restituisce un quadro normativo articolato e fortemente eterogeneo, nel quale convivono misure di semplificazione e sostegno per imprese e contribuenti, interventi di coordinamento tecnico e disposizioni di carattere emergenziale. Proprio tale coesistenza di finalità differenti conferma la natura "ibrida" assunta dal decreto nel corso dell'iter parlamentare, avvicinandolo, nella sua configurazione finale, più a una manovra correttiva plurifunzionale che a un intervento normativo strettamente settoriale.

7x10

È online il nuovo numero di REview. Questa settimana:    Al Salhi, E&V: Italia sempre pi&ug