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In occasione della riunione odierna della BCE, che ha portato a un nuovo rialzo dei tassi di 25 punti base, idealista/mutui pubblica un'analisi storica sull'andamento delle rate dei mutui dal gennaio 2024 a oggi.
Il dato rilevante: nonostante il rialzo, un mutuo variabile da 200.000 euro a 30 anni costa oggi 847 euro al mese contro i 954 del fisso - un differenziale di 107 euro mensili, pari a oltre 1.280 euro l'anno. Un'inversione strutturale rispetto al 2024, quando era il variabile a penalizzare il mutuatario.
La reazione di idealista/mutui per l'Italia, affidata a Fabio Femiani, COO di idealista/mutui: "La grande domanda ora è come reagirà se l'inflazione dovesse salire più del previsto, soprattutto se andrà oltre un rialzo temporaneo legato all'impatto della guerra del Golfo. Non sarebbe sorprendente vedere ulteriori rialzi dopo l'estate. Si tratta senza dubbio di una cattiva notizia per i consumatori: per chi ha un mutuo a tasso variabile, per chi ha sottoscritto un mutuo misto qualche anno fa e si appresta a passare alla fase variabile, e per chi è in procinto di acquistare casa con un finanziamento. Chi invece ha un mutuo a tasso fisso ha oggi l'opportunità di vedere i propri risparmi remunerati a un tasso superiore al costo del mutuo stesso. Riteniamo che la cosa fondamentale, in un contesto come questo, sia valutare le alternative e cercare di coprire il rischio di tasso d'interesse. Scegliere un mutuo a tasso fisso, o un misto con un periodo iniziale di almeno 10 anni a tasso fisso, non è solo una scelta prudente: è la differenza tra dormire sonni tranquilli e ritrovarsi a fare i conti con una rata che cresce ogni anno".
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