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17 Aprile 2026
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Federnotai, il sindacato dei notai italiani, ha divulgato i dati sulla pratica notarile in Italia. Da Nord a Sud, la riduzione è omogenea. Le grandi città subiscono un calo di iscritti alla pratica del 60% rispetto al 2010.
I dati relativi ai praticanti notai confermano come la professione abbia perso appeal. Il fattore principale è l'incertezza sui tempi dei concorsi, che dovrebbero essere indetti ogni anno mentre in realtà ne passano in media due. Sono altrettanto incerti i tempi di correzione delle prove scritte e l'attesa tra la fine delle prove orali e l'approvazione della graduatoria. Dal giorno dell'esame orale al giorno in cui si ottiene il sigillo passa circa un anno.
L'attesa pesa economicamente sulle famiglie: anche i candidati più preparati mediamente hanno bisogno di più di un concorso per diventare notai. Significa investire un periodo che va dai sei agli otto anni, di media, dopo la laurea.?
Carmelo Di Marco, presidente di Federnotai: "Lo svolgimento della pratica, il tipo di preparazione, il modo in cui il concorso è organizzato e strutturato, non sono cambiati nel corso dei decenni. I laureati invece sono cambiati, e molto. Oggi si propone ad un giovane di scegliere una strada che lo porterà a studiare, scrivere e parlare quasi solo in lingua italiana per poi accedere ad una professione che, salve rarissime eccezioni, prevede la compresenza del notaio e dei clienti e l'utilizzo della carta. I notai alimentano tutti i Pubblici Registri trasmettendo per via telematica documenti digitali. Quel giovane ha trascorso metà della sua vita scrivendo pochissimo, quasi nulla a mano, usando almeno due lingue diverse, considerando normale che la comunicazione e le informazioni si trasmettano per immagini e non per parole, e che la compresenza sia un fatto del tutto occasionale. Come può considerare che la conservazione sicura di un documento sia il presupposto per “avere titolo”, cioè per far valere un suo diritto?"??
Per questo Federnotai, il Sindacato dei notai italiani, ha elaborato una serie di proposte per l'accesso alla professione. Tra queste l’abolizione del limite delle tre consegne durante i concorsi, la reintroduzione di una preselezione (non preceduta dalla pubblicazione dei test, come invece avveniva in passato), il ripensamento della struttura e del funzionamento della Commissione esaminatrice e strumenti per rendere nuovamente appetibile la scelta della pratica notarile, un tempo compiuta dai laureati più curiosi e motivati e oggi snobbata. ??
"Occorrono certamente – conclude Di Marco – nuovi contenuti nel percorso di studi, l'utilizzo di lingue diverse, strumenti che permettano al notaio di esercitare la sua funzione anche se il cliente non si trova fisicamente nello stesso luogo. Ma occorre soprattutto che i ragazzi conoscano e apprezzino l'essenza della funzione. I giovani appaiono rassegnati alla precarietà dei rapporti e all’incertezza dei diritti. Scegliere una professione che, al contrario, ha la funzione essenziale di dare stabilità e sicurezza a chiunque, senza distinzione di status sociale e di appartenenza, può rappresentare una sfida appassionante e persino una occasione di riscatto, che può essere centrata salendo sul formidabile ascensore sociale rappresentato dal concorso pubblico notarile".
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