Negli ultimi venti giorni lo scenario economico globale è diventato ancora più instabile, confermando un quadro già segnato da incertezza. Le tensioni geopolitiche e logistiche si intrecciano con inflazione, tassi d’interesse e potere d’acquisto delle famiglie e gli effetti più immediati per cittadini e imprese sono l’aumento dei costi energetici e dei beni trasformati e trasportati, in particolare quelli alimentari.
L’ultimo dato provvisorio dell’ISTAT registra un’inflazione all’1,7%, in crescita rispetto ai mesi precedenti, nonostante la componente “core” sia in calo: a spingere sono soprattutto gli energetici, che non stanno più scendendo come previsto e potrebbero addirittura invertire la rotta nei prossimi mesi. Le imprese italiane, sostenute da una manifattura ancora molto forte, stanno reggendo l’urto, ma resta da capire quanto durerà questa fase e se l’attuale resilienza sarà sufficiente a fronteggiare un contesto che potrebbe rapidamente peggiorare.
Ne parliamo con Lucio Poma, chief economist di Nomisma
Guarda il video


