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12 Maggio 2026
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“La clausola di un contratto di prestazione di servizi legali che fissi il prezzo secondo il principio della tariffa oraria, in assenza di informazioni previamente comunicate al consumatore che gli consentano di prendere la sua decisione con prudenza e piena cognizione delle conseguenze economiche derivanti dalla conclusione di tale contratto, non soddisfa l'obbligo di formulazione chiara e comprensibile ai sensi del diritto dell'Unione”. A stabilirlo è la Corte di giustizia europea.
Per quanto riguarda l'eventuale carattere abusivo di una tale clausola, la Corte osserva, sulla base della sua giurisprudenza, che il giudice nazionale è tenuto a valutare, alla luce di tutte le circostanze della controversia, in un primo momento, la possibile violazione del requisito della buona fede e, in un secondo momento, la sussistenza di un eventuale significativo squilibrio a danno del consumatore.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Al Salhi, E&V: Italia sempre pi&ug
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