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27 Aprile 2026
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Dal 2020 a oggi i canoni delle stanze in affitto sono aumentati in Italia, in alcune città universitarie di oltre il 50%. Bari è in vetta (+59%) davanti a Cagliari (+58%) e Palermo (+55%), mentre le crescite più contenute si rilevano a Siena e Udine (+12%).
Negli ultimi sei anni (marzo 2026 vs. marzo 2020) i prezzi delle stanze singole in Italia sono cresciuti in tutti i principali centri universitari, con rialzi più marcati a Bari, Cagliari e Palermo. Lo evidenzia l'analisi di Immobiliare.it. Lo studio ha esaminato l'accesso al mercato immobiliare da parte di studenti e giovani lavoratori, analizzando le variazioni dei prezzi delle stanze singole nella penisola e in alcune delle principali città universitarie.
«Quello delle stanze è uno dei segmenti più vivaci del mercato immobiliare, e la crescita dei prezzi più significativa, sostenuta da una domanda elevata, conferma questo primato», afferma Paolo Giabardo, direttore generale di Immobiliare.it. «Tuttavia, il settore presenta un elemento di criticità - aggiunge - ovvero che lo stesso target responsabile della domanda, come studenti e giovani lavoratori, non dispone di redditi adeguati a supportare il costo di un affitto, contribuendo ad allargare la forbice fra capacità di spesa e canoni richiesti e a rendere in generale il mercato delle stanze poco accessibile. Ciononostante, negli ultimi mesi si sono registrati i primi segnali di assestamento, che potrebbero indicare un progressivo riequilibrio del mercato nel corso dell'anno».
Nelle città che ospitano i dieci mega atenei statali (oltre 40.000 iscritti) i prezzi delle stanze singole sono aumentati in media del 41% tra marzo 2020 e marzo 2026, un valore di 10 punti percentuali superiore all'incremento dei monolocali nello stesso periodo e negli stessi centri. I rialzi più rilevanti si sono registrati a Bari (+59%) e Palermo (+55%); seguono Padova e Firenze (+46% entrambe). Appena fuori dal podio Torino (+45%), mentre a Roma i prezzi sono saliti del 40%. Bologna, Napoli e Milano mostrano incrementi tra il 30% e il 40%: nel capoluogo emiliano-romagnolo la spesa media è oggi superiore del 37% rispetto a marzo 2020, a Napoli del 36% e a Milano del 31%. La variazione meno marcata tra i mega atenei si osserva a Pisa (+16%).
Negli altri importanti atenei statali gli aumenti dei prezzi delle stanze singole si attestano al +31% negli ultimi sei anni, dunque mediamente inferiori rispetto a quelli rilevati nelle città dei mega atenei. Spicca Cagliari (+58%), seguita da Messina (+46%) e Genova (+41%); non si notano altri incrementi superiori al 40%. Trento e Catania si collocano appena sotto tale soglia (+39% entrambe), mentre Venezia e Perugia crescono del 35%. Seguono Ferrara (+30%), Parma (+29%), Verona (+25%) e Pavia (+20%). In tre casi gli aumenti sono stati inferiori al 20%: a Modena i prezzi di una stanza singola sono saliti del 15%, mentre Siena e Udine hanno registrato un +12%.
Anche in questi centri la crescita delle stanze è risultata superiore a quella dei monolocali, che rispetto al 2020 costano il 22% in più.
A fine marzo 2026 Milano si conferma la città più cara per affittare una stanza, con una media di 729 euro/mese. Seguono Firenze (625 euro/mese), Roma e Bologna (609 e 599 euro/mese rispettivamente). Padova chiude la top cinque con 490 euro/mese, distante dalle prime quattro città. All'opposto, Messina e Catania sono le meno costose, con una richiesta media di 284 euro/mese in entrambi i casi; solo qui i costi non raggiungono i 300 euro/mese. Terza meno cara è Perugia (300 euro/mese), seguita da Palermo (309 euro/mese) e Udine (310 euro/mese).
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