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14 Aprile 2026
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Un indicatore dello stato di salute del mercato immobiliare è rappresentato dai tempi di vendita, ovvero il tempo necessario per collocare con successo la casa sul mercato. L’arrivo della pandemia, pur avendo sospeso il mercato immobiliare, sembra non aver inciso, almeno per il momento, sulle tempistiche. I dati elaborati dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa mostrano che, nelle grandi città, le tempistiche di vendita sono di 112 giorni contro i 122 registrati un anno fa. Nei capoluoghi di provincia c’è una media di 149 giorni, nell’hinterland delle grandi città di 154 giorni.
Lo studio dell’andamento del mercato, dal 2010 ad oggi, limitato alle grandi città, evidenzia il picco negativo nel 2012, l’anno peggiore per il mercato immobiliare, in cui l’abbondante offerta e le banche più refrattarie ad erogare il credito dilatarono al massimo le tempistiche necessarie per chiudere le trattative immobiliari. Dal 2013 i giorni necessari per vendere un immobile iniziano a diminuire progressivamente.
Il dato interessante è che l’arrivo della pandemia, pur avendo creato una sospensione nell’andamento delle compravendite, sembra non aver inciso almeno per il momento, sulle tempistiche, anche se rispetto ad un anno fa si registra una leggera contrazione.
Lo studio di Tecnocasa prende in considerazione le grandi città, i rispettivi hinterland e i capoluoghi di provincia. E gli ultimi dati dicono che, nelle grandi città, le tempistiche di vendita sono di 112 giorni contro i 122 registrati un anno fa. Nei capoluoghi di provincia c’è una media di 149 giorni, nell’hinterland delle grandi città di 154 giorni. Queste ultime due realtà non hanno registrato importanti cambiamenti. Tra le grandi città i tempi di vendita maggiori si sono avuti a Bari (178 gg) e Verona (142 gg).
Le metropoli “più veloci”, invece, sono Milano (56 gg) e Bologna (57gg).
Un risultato che, in parte, ha sorpreso l’Ufficio Studi che ha voluto indagare ulteriormente.
Risultato: subito dopo il lockdown primaverile c’è stata una corsa all’acquisto dell’abitazione ed i potenziali acquirenti si sono mostrati più veloci e decisi e, mossi dal desiderio di comprare, hanno sciolto velocemente le riserve. I venditori si sono mostrati più propensi ad accettare le proposte della controparte, spinti soprattutto dal timore di un ulteriore lockdown. A questo si deve aggiungere che nel periodo considerato si sono realizzate anche compravendite di casa vacanza influenzate dal desiderio di “cambiare aria”. Anche queste transazioni sono avvenute abbastanza celermente: e spesso sono state realizzate con capitale proprio.
Ad essere più “veloci” sono stati soprattutto gli acquirenti le cui condizioni reddituali non sono state scalfite dalla crisi economica indotta dalla pandemia e coloro per i quali l’acquisto migliorativo non era più procrastinabile. Come venditore è stato più celere chi aveva necessità di cambiare l’abitazione o chi aveva necessità di reperire liquidità. Da settembre, però, la rete di Tecnocasa ha iniziato a registrare un rallentamento.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Generali Real Estate: completato il Polo Logistico Piacenza da 470
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