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26 Gennaio 2026

Codice UE sulla trasparenza dei contenuti AI: gli obblighi per fornitori e utilizzatori

di Roberta Maria Pagani, partner di La Scala Società tra Avvocati

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La Commissione europea ha recentemente pubblicato la prima bozza del codice di condotta sulla trasparenza dei contenuti generati dall'intelligenza artificiale, nell'ottica di rendere applicabile il testo definitivo il prossimo 2 agosto 2026.

Il codice di condotta

Si tratta di un codice volto a facilitare l'efficace attuazione degli obblighi di trasparenza previsti dall'art. 50 del regolamento europeo sull'intelligenza artificiale e, più in particolare, degli obblighi relativi alla rilevazione e all'etichettatura dei contenuti generati o manipolati con l'impiego dell'AI.

Come noto, la citata norma prevede obblighi di trasparenza in capo ai fornitori, ossia i soggetti che sviluppano o fanno sviluppare e immettono sul mercato un sistema di AI, e in capo ai deployer, ossia i soggetti che utilizzano un sistema di AI sotto la propria autorità e non nell'ambito di attività personali.

Più in particolare, i fornitori devono, tra il resto, garantire che gli output del sistema di AI siano debitamente marcati e rilevabili come generati o manipolati artificialmente. Ancora, i fornitori devono garantire che le loro soluzioni tecniche siano efficaci e affidabili.

Dal canto loro, anche i deployer devono, tra il resto, rendere noto che il contenuto è stato generato o manipolato con l'AI.

Regole per i fornitori e per gli utilizzatori

Al pari del regolamento, anche il testo del codice di condotta distingue con precisione gli obblighi dei fornitori e quelli degli utilizzatori.

In estrema sintesi, i primi sono tenuti, tra il resto, ad adottare un sistema di marcatura multilivello, a consentire ai terzi di verificare l'origine dei contenuti, a monitorare costantemente eventuali malfunzionamenti del sistema di AI generativa.

I secondi sono tenuti, tra il resto, ad applicare ai contenuti esposti una determinata icona. L'informativa sulla natura del contenuto deve, peraltro, essere conforme agli standard per persone con disabilità. Inoltre, è prevista un'informativa specifica per i cosiddetti deepfake.

Conclusioni

Il codice, quindi, introduce misure volte a garantire che l'utente possa distinguere i contenuti originali dai contenuti generati o manipolati con l'utilizzo dell'intelligenza artificiale.

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