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14 Aprile 2026
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Un mese dopo la presentazione della proposta concordataria in continuità (14 febbraio), il Tribunale di Roma ha chiesto ad Astaldi una serie di chiarimenti sul piano. Ieri mattina la sezione fallimentare presieduta da Antonino La Malfa, giudice delegato Angela Coluccio, ha emesso un provvedimento interlocutorio, di tre pagine, contenenti segnalazioni di profili che il tribunale considera preliminari rispetto ai futuri rilievi che potrebbero essere sollevati, in un secondo momento, come in tutte le procedure di questo tipo.
Il primo faro riguarda lo stato di avveramento di alcune condizioni sospensive poste nel piano. Come la sottoscrizione da parte di Salini Impregilo "entro il 31 marzo, con gli istituti di credito e gli investitori istituzionali di uno o più accordi vincolanti che regolino la compartecipazione all'investimento necessario a supportare la proposta concordataria di Astaldi ".
Al riguardo Salini "ha inviato ai consulenti le comfort letter rilasciate dalle banche; i consulenti a loro volta, le hanno trasmesse all'attestatore; le lettere provengono da Cdp Equity, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm". Il negoziato con le banche è in corso, finora coinvolge 10 istituti, a breve verranno coinvolti tutti gli altri: sarà necessaria qualche settimana di tempo in più.
Le banche vorrebbero un maggiore esborso di Cdp da far crescere l'aumento di capitale di Salini su Astaldi oltre i 225 milioni. Nel provvedimento, i giudici hanno chiesto ad Astaldi, entro breve tempo, una memoria contenente le risposte. Il Tribunale, inoltre, ha chiesto ragguagli sulle necessità di cassa a supporto del concordato.
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