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14 Aprile 2026
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La campagna di vaccinazione continua ad avanzare facendo presagire un imminente ritorno alla normalità. DoveVivo ha chiesto ai lavoratori come hanno affrontato lo smart working tra le mura domestiche durante la pandemia e ha indagato le loro aspettative per il futuro.
Secondo più della metà dei professionisti intervistati si tornerà a lavorare stabilmente in ufficio. Il 67% dichiara infatti che, con la pandemia alle spalle, si ricomincerà a lavorare prevalentemente in presenza. Interessante notare anche che per molti di loro (18%) lo smart working sparirà completamente, lasciando il posto a una settimana in ufficio 5 giorni su 5. Il 33% dichiara che si immagina un futuro in cui lo smart working rimarrà un'abitudine stabile, con almeno 3 giorni a settimana in cui sarà possibile lavorare da casa.
Passando dalle previsioni alle preferenze, però, emerge una situazione diversa. Secondo quanto emerge da DoveVivo Lab, l'osservatorio che indaga le tendenze e lo stile di vita della community internazionale di studenti e giovani lavoratori, la parola chiave più amata dai professionisti è flessibilità. L’80% di loro dichiara che vorrebbe andare in ufficio 1 o 2 volte alla settimana per gestire meglio la vita privata ed evitare lo spostamento da casa, oppure vorrebbe poter scegliere se fare smart working giorno per giorno. Il restante 20% invece vorrebbe tornare in ufficio tutti i giorni.
L'esperienza con le riunioni da casa è positiva per 7 lavoratori su 10: nel dettaglio, il 50% ha dichiarato di aver capito che lo smart working è efficace come il lavoro in presenza, mentre il 19% si è divertito nell'osservare i colleghi in una veste più informale. Esperienza negativa, invece, per il 31% dei rispondenti, a causa di una comunicazione poco empatica attraverso lo schermo del pc e delle crescenti difficoltà nel riuscire a trovare il tempo per fissare le riunioni.
La possibilità di gestire il tempo in maniera differente è senza dubbio l'aspetto più apprezzato dello smart working: il 51% dei lavoratori ha dichiarato di essere riuscito a trasformare il tragitto casa-ufficio in tempo dedicato alle passioni. La comodità della stanza o della casa, invece, ha permesso a molti rispondenti (24%) di lavorare meglio. Gli altri fattori positivi evidenziati sono la possibilità di aver potuto condividere più tempo con la famiglia, tornando per periodi più lunghi nel luogo di origine (19%) e la presenza dei coinquilini o del partner, grazie ai quali non si è percepita la mancanza dei colleghi (6%).
Ma lo smart working ha generato anche diverse difficoltà. Secondo il 32% dei professionisti si è sentita la mancanza delle occasioni di viaggiare, di conoscere nuovi colleghi e di lanciare progetti. Aspetto altrettanto negativo (31%) la difficoltà di separare la giornata lavorativa dalla vita privata, con la conseguente assenza di orari ben definiti. Secondo il 19% degli intervistati, invece, l'aspetto peggiore è stato l'isolamento: molti hanno sentito addirittura la mancanza dei colleghi meno simpatici. Il 18%, infine, non ha gradito la scomodità della "postazione lavorativa domestica".
Nonostante la possibilità di avere più tempo a disposizione sia stato uno degli aspetti più apprezzati dello smart working, il 21% dei professionisti ha dichiarato di aver lavorato ancora più del solito e di non aver avuto un attimo di relax. Il 58%, però, ha affermato di aver dedicato il tempo guadagnato ad interessi personali ed affetti, mentre l'altro 21% si è reso conto dell'importanza dell'aggiornamento professionale e ha colto l'occasione per partecipare a corsi di formazione.
Valerio Fonseca, CEO e Fondatore di DoveVivo: "Siamo felici di sapere che la nostra Community di lavoratori abbia voglia di tornare in ufficio. Nonostante la flessibilità sia ormai una condizione imprescindibile che ci permette di migliorare il balance fra vita professionale e privata, crediamo che la dimensione umana, di relazione e scambio con i colleghi, non possa essere sostituita né compensata dalle modalità di lavoro da remoto".
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