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30 Aprile 2026
29 Aprile 2026
Dopo lo stallo che aveva caratterizzato l’intero 2018, nel primo trimestre del 2019 le richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online) hanno fatto registrare una diminuzione del -7,9% rispetto allo stesso periodo del 2018 in virtù del progressivo ridimensionamento dei mutui di sostituzione, che non riescono a compensare il trend dei nuovi mutui.
Nel mese di marzo appena concluso la contrazione delle interrogazioni registrate su EURISC - il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 85 milioni di posizioni creditizie - è ancor più marcato e risulta pari a -9,2% nel confronto con lo stesso mese dell’anno scorso.
Alla flessione del numero di richieste si contrappone, però, la costante crescita dell’importo medio richiesto, che nel mese di marzo si è attestato a 130.032 euro, al di sopra del valore rilevato nel corrispondente mese del 2018 (+3%). Il valore aggregato relativo ai primi tre mesi del 2019, invece, risulta pari a 129.299 euro (+2,6%), il più elevato dal 2013 ad oggi.
Lo studio di Crif conferma come i richiedenti d’età compresa tra i 35 e i 44 anni a rimanere maggioritari, con una quota del 33,9% sul totale. Si osserva, però, un aumento delle richieste da parte delle fasce di età più giovane di popolazione, con quella compresa tra i 25 e i 34 anni che cresce di +1,0 punti percentuali rispetto al I trimestre 2018.
Simone Capecchi, Executive Director di Crif:"Il I trimestre dell’anno si è chiuso con una contrazione del numero di richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane a cui si associa, però, una crescita dell’importo medio rispetto al corrispondente periodo del 2018. In entrambi i casi la dinamica in atto è riconducibile anche al progressivo ridursi del bacino di consumatori per i quali l’operazione di rottamazione dei vecchi mutui risulta ancora economicamente conveniente. Altro fenomeno da evidenziare in questa fase è la crescente richiesta dei così detti ‘mutui green’ per l’acquisto di abitazioni ad elevata prestazione energetica o per ristrutturazioni che implicano un upgrade di classe energetica. Questo rappresenta una interessante opportunità per gli istituti di credito, che potranno avere un ruolo proattivo nel supportare e indirizzare la clientela retail verso la scelta green. Si tratta, in effetti, di un percorso articolato in cui il consumatore deve riuscire a valutare la effettiva convenienza derivante dalla realizzazione di interventi di efficientamento energetico".
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