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7 Aprile 2022

Mutui: 40,1 anni l'età media dei sottoscriventi nel 2021 (Report)

di E.I.

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Il 35,5% dei mutuatari in Italia ha tra 35 e 44 anni, seguono gli under 35 con il 33,6%. L’età media di chi ha sottoscritto un mutuo nel 2021 è 40,1 anni. Il 74,8% dei finanziamenti è stato erogato a persone di origine italiana, ma sta aumentando la percentuale degli stranieri.

Sono alcuni dei dati emersi dalla rilevazione, riferita all’anno 2021, condotta dagli esperti di Kìron Partner, che prende in esame area di provenienza, localizzazione in cui è avvenuta la stipula, età anagrafica e professione di tutti coloro i quali hanno sottoscritto un finanziamento ipotecario attraverso le agenzie a marchio Kìron ed Epicas.

Nel nostro Paese vengono finanziati principalmente cittadini italiani ma stanno aumentando le percentuali degli stranieri: attualmente quasi il 14,0% è rappresentato da cittadini europei e 11,2% è rappresentato da immigrati extra-europei. Le nazionalità più rappresentate sono quelle rumena, albanese e moldava, mentre la maggior parte dei non europei proviene dall’Asia, seguiti a brevissima distanza dai latinoamericani e dagli africani. 

Osservando l’area in cui i soggetti hanno stipulato il mutuo, si evince che la maggiore concentrazione è nella macroarea settentrionale con il 60,7%. Seguono a molta distanza Italia Meridionale e Italia Centrale con valori rispettivamente del 15,6% e del 16,4%. Solo il 7,3% sottoscrive un mutuo nelle isole.

L’età media di chi ha sottoscritto un mutuo nel 2021 è 40,1 anni. L’analisi per fasce d’età mostra come sia la popolazione più giovane a fare un maggior ricorso al mutuo e, in generale, la percentuale decresce con l’aumentare dell’età. C’è una leggera preponderanza dei 35-44enni rispetto agli under 35: la prima fascia incide per il 35,5%, quella più giovane pesa invece il 33,6%.

Dall’analisi della professione del mutuatario emerge che la sicurezza economica è tra gli elementi fondamentali richiesti dagli istituti di credito per erogare un finanziamento. Tale caratteristica identifica l'85,1% del campione (dipendenti a tempo indeterminato e pensionati), a fronte del 9,4% di chi ha un contratto di lavoro flessibile (liberi professionisti/lavoratori autonomi e titolari d’azienda) e del 2,9% di lavoratori a tempo determinato.

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