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5 Ottobre 2018

Mutui: è corsa al tasso fisso (Report)

di G.I.

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È quasi un plebiscito a favore dei mutui a tasso fisso nel terzo trimestre dell’anno, scelto dall’83,6% dei richiedenti, oltre l’1% in più rispetto al secondo trimestre dell’anno in corso. Ancora più rilevante è il dato sulle erogazioni che arrivano all’87,2%, oltre 2 punti percentuali in più del precedente valore.

E' quanto emerge dall’ultimo Osservatorio elaborato da MutuiOnline.it che fa il punto sulla situazione nel terzo trimestre dell’anno (dati al 30 settembre) e rileva il primo lieve aumento del tasso fisso medio, dall’1,80% all’1,90%, mentre quello variabile recupera un irrilevante 0,01%, arrivando a segnare lo 0,80%.

E se nel primo caso l’aumento è da imputarsi all’Eurirs (il tasso interbancario di riferimento usato per valutare l'andamento delle operazioni finanziarie a tasso fisso sottoscritte con banche e istituti finanziari), passato quello a 10 anni a segnare 0,96% da 0,91% e quello a 20 anni da 1,43% a 1,47%, nel caso del tasso variabile l’Euribor continua a restare immobile ormai da due anni a questa parte. Nulla però modifica la solida popolarità del tasso fisso, che le banche spingono in modo da attrarre più clientela a costi comunque vantaggiosi e a condizioni più facilmente sostenibili per i clienti stessi.

Crescono i mutui prima casa e gli importi medi

Il mercato continua a performare brillantemente, registrando un aumento dell’importo medio richiesto ora a 128.981 euro (era 128.604 nel secondo trimestre) e dell’erogato da 123.839 euro a 124.795 euro. Come nel trimestre precedente, nella fascia dai 50.000 ai 150.000 euro si concentra circa il 70% sia delle richieste che delle erogazioni.

Calano le surroghe richieste di oltre due punti percentuali, che arrivando al 48,1% lasciano spazio ai mutui prima casa, cresciuti di due punti netti e ora al 41,7% sul totale del campione rilevato dall’Osservatorio.

Durate più lunghe e percentuali finanziate più alte

Per la domanda, recupera quasi due punti la durata più lunga, dai 30 ai 40 anni (22,4%), ma resta prevalente quella dei 20 anni con il 32,8% delle richieste. Spostandoci sull’offerta, a recuperare ben 8 punti percentuali sono i 20 anni, adesso al 38,6% sul totale del campione.

Si chiedono finanziamenti che coprano prevalentemente dal 70 all’80% del valore dell’immobile (il 35,6% del campione), e lo stesso intervallo è anche quello maggiormente concesso ma con percentuali più basse, il 26,8%.

Vince il nord Italia per richieste di mutui (41,5%) ed erogazioni (50,5%) e la classe di 36-45enni (43,3% per la domanda e 44,7% per le erogazioni delle banche).

Aumentano le richieste di mutuo da parte dei lavoratori autonomi, che sono adesso il 9,6%, contro una maggioranza schiacciate dell’82,9% di soggetti con un impiego a tempo indeterminato. Di fatto nelle erogazioni degli istituti di credito l’85,3% ha un impiego fisso, ma aumentano anche in questo caso le concessioni fatte a lavoratori autonomi (7,8%) e liberi professionisti (4,3%).

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