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30 Aprile 2026
29 Aprile 2026
Nei primi tre mesi del 2019 si risveglia l’interesse per i tassi variabili mentre si contraggono le surroghe. È la fotografia scattata dall’Osservatorio di MutuiOnline.it alla fine del primo trimestre di quest’anno, con una prospettiva che potrebbe essere favorita dalla politica creditizia delle Banche centrali, impegnate su due fronti: rivitalizzare la crescita economica e ridare slancio ai prezzi. La Bce, da parte sua, ha fatto sapere che rimarrà immobile per tutto il resto del 2019, almeno fino a quando il tasso di inflazione non si riavvicinerà al target ufficiale fissato al 2%.
Il crollo delle surroghe, ai minimi da cinque anni
Guardando l’analisi di MutuiOnline.it, nelle richieste di mutui per finalità spicca il vistoso calo delle surroghe rispetto all’ultimo trimestre 2018, sia richieste (al 33,7% dal 40,7%) sia erogate (al 42,9% dal 48,2%): entrambi viaggiano quest’anno sui minimi da quasi cinque anni a questa parte. Il tutto è stato a vantaggio dei mutui acquisto prima casa, con le richieste salite al 55,4% (dal 49,2%) e le erogazioni al 49,3% (dal 44,4%), tornando così ai massimi dal inizio 2015.
Il calo dei tassi sul mercato favorisce il variabile
Il tasso fisso continua a dominare largamente nelle richieste e nelle erogazioni di mutui (rispettivamente con l’80,7% e con l’89,1% del totale nel primo trimestre di quest’anno), ma contestualmente le richieste di mutuo a tasso variabile rispetto al quarto trimestre 2018 sono cresciute al 17,1% dal 13,8%, nuovo massimo da un anno a questa parte. Dietro questo risveglio c’è sicuramente la prolungata prospettiva aperta da Draghi per un costo del denaro ai minimi, che ha portato alcuni a puntare su una stabilità anche futura del tasso variabile e quindi ad una massimizzazione del risparmio.
L’Euribor, del resto, continua a viaggiare sottozero da quasi tre anni, ma il mercato ha reagito soprattutto con un marcato arretramento dell’Eurirs, particolarmente vistoso se guardiamo il trend del dato annuale: a 10 anni (da 0,98% nel 2018 a 0,68% nel 2019), a 20 anni (da 1,47% nel 2018 a 1,20% nel 2019) e a 30 anni (da 1,53% nel 2018 a 1,27% nel 2019), sia quello a un mese sia quello a 3 mesi. E così nella prima parte di quest’anno abbiamo assistito alla discesa dei tassi medi per il fisso (da 1,89% di febbraio 2019 a 1,81% di marzo 2019. E a ottobre 2018 era a 1,94%), ormai costantemente sotto tutti i minimi precedenti.
Occorrerà vedere se l’ulteriore calo dei tassi fissi non riporterà l’interesse delle nuove richieste a focalizzarsi su tale soluzione.
Gli importi erogati ai massimi del 2011
Dall’osservatorio di MutuiOnline.it emerge che, nel primo trimestre di quest’anno, sono saliti sia gli importi medi richiesti (a 130.574 euro dai 128.684 del 2018), sia gli importi medi erogati (a 128.998 euro da 126.409 euro): per i primi siamo sui massimi da metà del 2013 e per i secondi sui massimi da fine 2011. La fascia di Ltv (rapporto tra importo del mutuo concesso e valore dell’immobile ipotecato) con più richieste (38,8%) ed erogazioni(29,9%) è quella tra il 71% e l’80%
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