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30 Aprile 2026
29 Aprile 2026
Dopo un primo semestre dell’anno con una robusta crescita delle richieste di mutui e surroghe, +20,6% rispetto al corrispondente periodo del 2020, nei mesi di luglio e agosto le istruttorie registrate sul sistema di informazioni creditizie gestito da Crif hanno fatto segnare una battuta d’arresto, rispettivamente -21,4% e -27,1%, tornando sostanzialmente sui volumi che si registravano nel 2019, prima dell’esplosione della pandemia.
La flessione registrata negli ultimi due mesi, secondo Crif, va però letta come un rimbalzo tecnico, considerando che nei mesi estivi del 2020 si erano concentrati volumi di richieste elevati, accumulatisi durante il primo lockdown disposto per contenere la diffusione della pandemia.
La dinamica in atto è stata parzialmente attenuata dalla vivacità degli under 35 che, stimolati dalle agevolazioni statali oltre che da tassi prossimi ai minimi storici, sono arrivati a spiegare quasi il 30% delle richieste totali, risultando per altro l’unico segmento in crescita rispetto alla corrispondente rilevazione del 2020.
Simone Capecchi, Executive Director di Crif: “Al netto dell’andamento degli ultimi due mesi, che scontano il confronto con un corrispondente periodo fortemente condizionato dalla prima ondata pandemica, nel complesso il numero di richieste di mutui e surroghe risulta sostanzialmente allineato ai volumi del 2019. Rispetto al recente passato va però sottolineato come in questa fase la domanda sia prevalentemente sostenuta dai nuovi mutui d’acquisto, a conferma della centralità della casa nei progetti di investimento degli italiani, mentre le surroghe continuano a ridurre il proprio peso a causa della progressiva contrazione della platea di mutuatari per i quali la rottamazione del vecchio finanziamento risulta ancora conveniente”.
Osservando la distribuzione delle istruttorie di mutuo in base all’età del richiedente, si nota come in questa prima parte dell’anno sia stata ancora la fascia compresa tra i 35 e i 44 anni a risultare maggioritaria, con poco meno di un terzo del totale.
Va però rimarcata la costante crescita delle richieste presentate dagli under 35 che, stimolati dagli interventi a sostegno varati nei mesi scorsi dal Governo, complessivamente arrivano a incidere per il 29,5% sul totale contro una quota del 27,1% del corrispondente periodo 2020 e del 27,6% di inizio anno.
Nel complesso la fascia di età al di sotto dei 35 anni risulta l’unica ad aver fatto registrare volumi di richieste in crescita nei primi 8 mesi dell’anno in corso, risultando pertanto fondamentale per la tenuta dell’intero comparto.
Le agevolazioni varate per sostenere il comparto hanno stimolato la crescita delle richieste di mutuo presentate non solo dei giovani di età compresa tra i 25 e i 34 anni, la cui incidenza è passata dal 25% al 26,9% del totale, ma è da rimarcare anche il balzo degli under 25, saliti al 2,6% rispetto al 2,1% di un anno fa, a conferma dell’interesse anche di questo segmento di popolazione verso un progetto casa rilanciato dalle nuove esigenze abitative emerse durante la pandemia.
“I tassi di interesse sono ancora prossimi ai minimi storici, i prezzi al metro quadro degli immobili sono appetibili e le prospettive di ripresa dell’economia si stanno consolidando. Il combinato congiunto di questi fattori di per sé spiega perché i giovani stanno guardando all’investimento immobiliare con ritrovata fiducia – aggiunge Capecchi. Alla luce di questo, i mutui per gli under 35 potrebbero diventare un importante driver per il rilancio del settore nel suo complesso, con una dinamica che si prevede possa proseguire anche nel corso dei prossimi trimestri malgrado l’incognita rappresentata dal possibile rialzo del costo del denaro”.
Al contempo, continua la crescita dell’importo medio richiesto, che dopo aver toccato il record assoluto degli ultimi 15 anni nel mese di luglio, con 141.422 euro, ad agosto ha leggermente ritracciato a 137.945 euro.
Se da un lato gli italiani mostrano di privilegiare mutui per un importo compreso tra i 100.000 e i 150.000 euro, che restano ancora la soluzione preferita dalle famiglie italiane con il 29,8% del totale, al contempo si consolida l’orientamento verso piani di rimborso sempre più lunghi, con il 79,5% delle richieste che vede una durata superiore ai 15 anni nel tentativo di ridurre quanto più possibile il peso della rata rispetto al reddito disponibile. Nello specifico, la classe maggiormente richiesta risulta essere quella tra i 25 e i 30 anni, con il 26,8% del totale, per altro l’unica ad avere visto crescere il proprio peso rispetto alla corrispondente rilevazione del 2020.
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