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20 Maggio 2021

Mutui: Tassi d'interesse, indici sempre ai minimi (Report)

di E.I.

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Il tasso Euribor (3 mesi) dai massimi di luglio 2011 a quota 1,60% ha iniziato una parabola discendente che lo ha portato a quota 0,19% a dicembre 2012, per attestarsi poco sopra lo 0,20% per tutto il 2013 e il 2014. Ha virato sottozero nel mese di maggio 2015 e dopo una progressiva discesa ha raggiunto il -0,54% ad Aprile 2021, molto vicino al minimo storico.

Dopo aver mantenuto una media intorno al 3,4% nel 2011, l’Eurirs (25 anni) è sceso a giugno 2012 a quota 2,13% per poi tornare a crescere fino a 2,75% a settembre 2013. Da allora ha iniziato una fase discendente di lungo periodo che si è accentuata a luglio 2019. Ha toccato il minimo storico a ottobre 2020 segnando 0,02%. Dal mese di gennaio 2021, che ha fatto registrare lo 0,08%, è iniziata un’importante crescita che ha fatto raggiungere nel mese di aprile lo 0,51%..

Stando alle dinamiche dei tassi di aprile 2021, l’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa ha calcolato l’importo della rata mensile di un mutuo ipotecario del valore di 110.000 euro per una durata di 25 anni, ipotizzando che l’immobile valga 160.000 euro e che lo spread medio di mercato si attesti all’1,1% sia per il tasso fisso sia per il tasso variabile. Con un mutuo a tasso fisso sosterremmo una rata di 446 euro, circa 53 euro in più rispetto a quanto dovremmo sostenere se scegliessimo un mutuo a tasso variabile, in quanto la sua rata ammonta a 393 euro. Questo se i tassi rimanessero sempre agli attuali livelli, cosa che è difficilmente verificabile in un orizzonte temporale così lungo. Volendo optare per il mutuo variabile, è fondamentale capire quanto il reddito del nucleo familiare sia in grado di sopportare eventuali aumenti di rata, sia in termini di capacità di rimborso sia in termini di sostenibilità del tenore di vita.

I tassi dei mutui hanno fatto rilevare dei lievi aumenti nel corso degli ultimi mesi, un po' per via dell’incremento degli indici di riferimento a cui sono indicizzati un po' per l’adeguamento al rialzo degli spread da parte degli istituti di credito. Tutto ciò ha avuto effetti principalmente sul costo/rata dei prodotti a tasso fisso che negli scorsi mesi sono stati erogati a valori molto bassi. A oggi i tassi sono attesi alle attuali quotazioni per tutto il 2021.

Renato Landoni, presidente Kìron Partner: “Nell’attuale congiuntura socio-economica, tenuto conto dell’emergenza sanitaria che sta ancora impattando in maniera importante sul PIL europeo, la Bce ha più volte dichiarato che porrà in essere ogni azione possibile per mantenere i tassi agli attuali livelli. Di contro giungono da oltreoceano le prime avvisaglie di un aumento dell’inflazione che, come noto, fa da contraltare ad un successivo aumento dei tassi di interesse. Gli indici di riferimento dovrebbero far registrare ulteriori lievi aumenti, restando comunque ancora a valori storicamente molto bassi e permettendo così di ottenere tassi convenienti sui finanziamenti”. 

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