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È probabile che si tratti solo di una boccata d’ossigeno, ma i segnali che arrivano dal settore dei mutui non vanno sottovalutati. “Nell’ultima parte del 2017 le erogazioni di prestiti per l’acquisto di abitazioni hanno iniziato progressivamente a calare e questa dinamica è proseguita anche nella prima parte del 2018”, si legge nella 45esima edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio realizzato da Assofin, Crif e Prometeia. Nel dettaglio, “i mutui di acquisto, la componente che esprime la quota maggiore dell’attività complessiva, hanno proseguito la crescita nel 2017, per poi contrarsi nel primo trimestre 2018 (-3.4%). I mutui di surroga hanno invece continuato il trend di decisa contrazione (-35.6% nel primo trimestre 2018), a seguito del progressivo assottigliarsi del numero di contratti in corso per i quali l’operazione potrebbe essere ancora conveniente”.
Evoluzione del mercato
Quindi gli autori aggiungono: “Si conferma il trend di leggero incremento di importi finanziati e vita contrattuale dei nuovi mutui, riflettendo la minore incidenza delle surroghe caratterizzate da valori e durate più contenute. Inoltre, i tassi di riferimento ai minimi storici hanno favorito un ulteriore deciso incremento delle erogazioni di mutui a tasso fisso che superano abbondantemente i due terzi del totale”.
Dopo la corsa degli ultimi anni potrebbe trattarsi di una breve pausa di riflessione per il mercato, prima della ripartenza del trend di crescita, ma nulla può essere dato per scontato, considerato che a livello macro crescono i fattori d’incertezza, a cominciare dalla questione dazi per proseguire con le divergenze tra Italia e partner europei che negli ultimi giorni hanno portato a un allargamento dello spread tra BTp e Bund. Uno scenario che suona come un campanello d’allarme per le istituzioni, chiamate a sciogliere i nodi che rischiano di compromettere la ripresa non solo del settore mutui, ma dell’economia in generale.
Ancora bene i prestiti
Tornando all’Osservatorio sul Credito al Dettaglio, gli autori della ricerca segnalano che negli ultimi mesi del 2017 e nella prima parte di quest’anno i flussi di nuovi prestiti alle famiglie hanno proseguito il trend di crescita, anche se a ritmi più contenuti rispetto ai due anni precedenti e con alcune differenze per le singole forme tecniche.
Nel corso del 2017 le erogazioni di credito al consumo sono cresciute del 9% rispetto al 2016, proseguendo così la performance positiva evidenziata negli ultimi anni, seppure ad un tasso di crescita meno sostenuto. Il trend di rallentamento si accentua nel primo trimestre del 2018: i flussi erogati segnano infatti un incremento del 4.6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Anche la dinamica dei consumi durevoli delle famiglie, quelli che più frequentemente vengono finanziati, ha evidenziato una crescita in attenuazione. “Per quanto riguarda i canali di erogazione del credito al consumo, i punti vendita convenzionati e gli sportelli bancari si confermano i canali d’elezione del credito al consumo, intercettando clientela con migliore profilo di rischio. Ancora contenuta la distribuzione via web, pur in un contesto di lenta crescita”, si legge nello studio.
Nel dettaglio, i finanziamenti finalizzati all’acquisto di auto e moto erogati presso i concessionari, dopo aver chiuso il 2017 con un incremento a doppia cifra, rallentano decisamente nel primo trimestre 2018 (+5.2%). L’evoluzione ha beneficiato di un buon andamento dei prestiti finalizzati all’acquisto di auto usate, mentre più contenuto è stato l’apporto dei finanziamenti per auto nuova.
Anche i prestiti personali, che rappresentano oltre un terzo delle erogazioni complessive, dopo tre anni di crescita a doppia cifra mostrano un’evoluzione decisamente più modesta nel primo trimestre del 2018 (+2.7%), dovuta essenzialmente all’arresto delle erogazioni di nuovi prestiti. Cresce ancora la componente refinance, sostenuta da una vivace concorrenza tra gli operatori eroganti che ha indotto le famiglie a trasferire i finanziamenti da un istituto all’altro alla ricerca di condizioni migliori.
I finanziamenti finalizzati all’acquisto di altri beni e servizi (appartenenti a settori quali arredo, ciclomotori, elettronica ed elettrodomestici e altri beni e servizi finanziabili) chiudono il 2017 in deciso calo ma tornano a crescere nel primo trimestre del 2018 (+9.0%). Tale dinamica è dovuta alla ripresa dei finanziamenti destinati all’acquisto di elettrodomestici/elettronica, anche per l'impulso fornito da nuovi accordi tra enti eroganti e i punti vendita, quali linee di credito rateali e finanziamenti in promozione.
Rischi sotto controllo
Intanto, nel quarto trimestre del 2017 e nei primi tre mesi del 2018 gli indicatori di rischio dei prestiti al consumo mostrano un andamento stabile, risultato di un mix di politiche selettive e maggiore consapevolezza della clientela, oltre che di una ripresa economica e politiche monetarie ancora accomodanti.
In particolare, il tasso di default (ovvero l’indice di rischio di credito di tipo dinamico che misura le nuove sofferenze e i ritardi di 3 o più rate nell’ultimo anno di rilevazione) del credito al dettaglio considerato nel suo complesso (mutui immobiliari + credito al consumo) si è mantenuto stabile all’1,9%, valore raggiunto già nel marzo 2017.
Le prospettive
Le previsioni a tre anni indicano un miglioramento delle condizioni finanziarie delle famiglie, grazie alla crescita dell’occupazione, all’aumento del reddito disponibile e alle prospettive di crescita economica, pur se a ritmi in progressivo rallentamento. Ciò favorirà le decisioni di acquisto di beni durevoli e immobili da parte delle famiglie, che pur scontando nei prossimi mesi gli effetti della maggiore incertezza sulla situazione economica, alimenteranno il ricorso al credito.
Nel triennio 2018-2020 i flussi di credito al consumo cresceranno a ritmi in graduale contenimento e maggiormente allineati con la dinamica dei consumi durevoli per i quali si fa maggiormente ricorso al credito. Con una maggiore solidità finanziaria delle famiglie, le politiche di offerta, pur rimanendo caute, potrebbero raggiungere un maggior numero di famiglie rispetto agli anni di crisi. Inoltre, una maggiore concorrenza tra gli operatori potrebbe favorire una riduzione del pricing delle nuove operazioni.
Le erogazioni di mutui torneranno in crescita nel 2018, grazie all’aumento dei nuovi mutui, mentre la componente legata alle surroghe e alle sostituzioni continuerà a calare fortemente. Nel biennio 2019-2020, invece, i ritmi di crescita delle erogazioni complessive rallenteranno progressivamente.
LE INTERVISTE
Daniela Bastianelli, senior analyst Crif
“Negli ultimi trimestri si va delineando un quadro tutto sommato positivo con il rischio di credito su livelli accettabili. Si assiste a un miglioramento della qualità del credito alle famiglie, che quindi possono contare su un migliore equilibrio economico-finanziario rispetto al passato. Anche i mutui si muovono in un contesto positivo, alla luce di prezzi ancora in diminuzione che creano opportunità. Il resto lo fanno i bassi d’interesse che rendono conveniente il finanziamento per l’acquisto di immobili”.
Rita Romeo, specialist Prometeia
“Si assiste a un consolidamento della crescita del settore. Migliora sia la situazione finanziaria delle famiglie, sia l’offerta. Nei prossimi anni il comparto si consoliderà ulteriormente, con una crescita del ricorso al credito. L’indebitamento delle famiglie italiane resta molto basso rispetto alla media europea. Anche la qualità del credito è attesa in miglioramento. Infine migliorerà la situazione dei bilanci bancari, dato che sono attese altre cessioni di crediti in sofferenza”.
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