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28 Dicembre 2011

Riforma Catasto: Confedilizia vede una patrimoniale permanente

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“Per eliminare le sperequazioni catastali, basta applicare l'attuale legge, non c'è bisogno di introdurre nel Catasto il principio di tassare permanentemente le unità immobiliari per quel che valgono, invece che per quel che rendono”.

Lo dice in una nota il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani.

“La linea dell'attuale Governo di arrivare all'impianto di un Catasto prevalentemente patrimoniale, non è nuova.

A un Catasto patrimoniale pensò l'ex ministro Visco e, allora, la gran parte delle forze politiche che appoggiano l'attuale Governo si oppose, tant'è che il progetto naufragò.

Ora si ritenta, ancora una volta capovolgendo i principi ispiratori dell'attuale legge catastale, che prevede un Catasto di redditi.

La scelta fondamentale è sempre una e una sola: va tassato il reddito o il valore?

Il Governo attuale è evidentemente su quest'ultima strada, pur in una situazione di mercato nella quale non vi è coerenza tra reddito e valore delle singole case.

Il rischio, così, è che si pongano surrettiziamente le basi per una patrimoniale, per così dire, delle famiglie, col rischio - già denunziato dalla nostra Corte costituzionale e reso praticamente certo dall'ipotizzato uso di algoritmi invece che di rilevazioni sul territorio, come sempre avvenuto - che si avvalli l'incivile principio che un immobile venga colpito oltre il reddito che produce e quindi a prescindere dalla capacità contributiva del suo proprietario, come la Corte costituzionale tedesca - a evitare l'espropriazione progressiva del bene - ha invece impedito che avvenga in Germania”.  

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