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29 Aprile 2026
Il consolidarsi della crescita economica promette di sostenere la domanda di mutui per l’acquisto dell’abitazione, compensando così il progressivo calo delle surroghe. Sul fronte dei tassi, il trend al rialzo è atteso non prima di fine anno sul fronte del fisso e nel 2019 sul versante del variabile. Sono le stime di Guido Bertolino, responsabile business development di MutuiSupermarket, che parla ai nostri microfoni.
I parametri per definire l’andamento del mercato immobiliare sono da una parte i numeri sulle compravendite, dall’altro quelli sui mutui erogati. Concentriamoci su questo secondo aspetto: quali sono le indicazioni che arrivano dal mercato?
“Abbiamo assistito a una crescita costante delle compravendite dall’inizio del 2015, con un rallentamento di questa dinamica nel corso del 2017, nonostante il buon andamento del quarto trimestre. Dunque un mercato immobiliare non particolarmente brillante, ma in crescita. Quanto ai mutui, le erogazioni sono in lieve contrazione dal secondo trimestre del 2017 a causa del venir meno della componente surroga. L’aspettativa è che le surroghe si possano stabilizzare intorno al 10-15%, su livelli fisiologici fino al pre-crisi, in modo da assistere a un ritorno della crescita nelle erogazioni nell’ultima parte del 2018”.
Quanto ai tassi continuano a registrarsi nuovi minimi. Quali sono le proiezioni?
“I mutui flessibili sono sostanzialmente stabili intorno all’attuale Tan dallo scorso anno, con le migliori offerte sotto l’1%. È inevitabile che nel tempo si assista a un incremento, ma non rapido. Per quanto riguarda i tassi fissi abbiamo assistito a un aumento dell’Irs (l’indice utilizzato come benchmark, ndr), ma al contempo a una riduzione degli spread applicati dagli istituti di credito. Questo ha fatto sì che in totale i tassi applicati siano rimasti in linea con i minimi storici, con una lieve diminuzione tra maggio e giugno. Per chi chiede il 50-60% del valore della casa a 20 anni, siamo intorno al 1,5% di tasso finito; per chi richiede fino all’80%, le migliori offerte sono poco sotto il 2%”.
Cosa preferiscono gli italiani?
“In questa fase viene preferito il fisso, dato che è a livelli molto bassi. Per chi compra casa in realtà c’è una lievissima preferenza per il variabile; mentre chi va a sostituire il mutuo già esistente, nell’80% dei casi opta per il tasso fisso”.
Si parla molto degli npl in pancia alle banche, soprattutto di quelli con sottostante immobiliare. Qual è la situazione oggi?
“Rispetto al 2015/2016 vi è stato un netto miglioramento e questo consente alle banche di allargare i cordoni della borsa, offrendo anche finanziamenti sopra l’80% del valore dell’immobile. Intanto dal mercato arrivano segnali di rallentamento del calo dei prezzi. Questo tranquillizza le banche sul fatto che i beni sottostanti presto torneranno a veder crescere il proprio valore. Da Mps e Cariparma si arriva fino a mutui al 100% del valore”.
Il 2019 sarà un anno decisivo per la Bce, con Draghi che lascerà la presidenza e la fine del quantitative easing. Cosa attendersi sul fronte dei tassi?
“Mi aspetto già dalla fine del 2018 un aumento dei tassi fissi, con un rafforzamento di questo trend il prossimo anno. Quanto al variabile, ricordiamo che l’Euribor è sotto zero. Per tornare sopra questa soglia ci vorrà ancora molto tempo”.
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