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4 Gennaio 2024

Cina: per le banche d’investimento l’immobiliare resterà in crisi nel 2024

di red

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Non sarà un anno facile per il settore immobiliare cinese, anzi: secondo le maggiori banche d’affari mondiali, il 2024 non servirà al comparto a risollevarsi dalla crisi in atto da almeno un paio di anni. Gli analisti di Goldman Sachs, Morgan Stanley e UBS, tra gli altri, prevedono che il declino dell’edilizia nella Repubblica popolare continuerà nei prossimi 12 mesi, il che potrebbe avere inevitabili ripercussioni sulla crescita economica del Paese.

Se così fosse, il settore immobiliare vivrebbe in Cina il suo terzo anno consecutivo di contrazione, dopo il -8,4% registrato nel 2023 su base annua.

A poco sono servite le misure adottate dal Governo di Pechino per tentare di incentivare gli acquisti: è stata più forte la recessione, che ha limitato la domanda di beni e servizi. Lo conferma il dato sulla domanda nel comparto immobiliare nel 2023: 20% del Pil contro il 24% del 2018.

Secondo Goldman Sachs, l’immobiliare cinese subirà in calo a doppia cifra nell’arco del 2024. Meno pessimisti (che non vuol dire più ottimisti) gi analisti di Morgan Stanley, secondo cui la contrazione si fermerà al 7%, e di UBS, che prevede una diminuzione del 5%. GS ipotizza anche una riduzione delle compravendite fino al 5%.

All’interno della Grande Muraglia si è consapevoli del contesto in cui si vive attualmente il settore. Tant’è che la China International Merchants Bank si allinea alle stime di Morgan Stanley ritenendo che gli investimenti crolleranno del 7%.

L’unico salvagente che, secondo diversi economisti, potrebbe aiutare il settore è un pacchetto di nuove misure introdotte dal Governo, tra cui l'acquisto di alloggi in eccesso attraverso un maggiore utilizzo dei fondi della Banca centrale cinese.

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