Il mercato immobiliare nei borghi italiani sta vivendo una nuova stagione di interesse, trainata dalla domanda di case vacanza e dalla riscoperta di località meno note ma ricche di fascino. In Ciociaria, Veroli e la Valle di Comino attirano acquirenti stranieri, soprattutto da Stati Uniti, Australia e Nord Europa, grazie a prezzi accessibili, architetture storiche e paesaggi naturali. Le abitazioni vengono spesso trasformate in strutture ricettive, alimentando micro-comunità internazionali e generando indotto turistico.
La Tuscia si conferma una delle aree più dinamiche, con Sutri, Orte e Soriano nel Cimino al centro di investimenti immobiliari da parte di italiani e stranieri. I prezzi variano da 200 a 3000 €/mq a seconda dello stato di conservazione e della posizione. La vicinanza a Roma e la qualità della vita spingono molti acquirenti a trasformare le seconde case in residenze principali, contribuendo alla rivitalizzazione dei borghi.
Anche il Nord e il Sud Italia registrano segnali di vivacità, con Valdobbiadene in Veneto che attira acquirenti stranieri interessati a casali panoramici immersi nel verde, e Conversano in Puglia che beneficia della sua posizione strategica tra Polignano e Monopoli. A Mesagne, il turismo enogastronomico ha rilanciato il centro storico, dove immobili ristrutturati raggiungono i 2100 €/mq, mentre soluzioni da ristrutturare partono da 600 €/mq. La presenza di acquirenti dal Nord Europa e dagli USA è in costante crescita.
Nel Centro Italia, borghi come Candelara e Novilara attraggono chi cerca una seconda casa o una residenza principale lontano dal caos urbano, con immobili rustici e casali che arrivano fino a 2500 €/mq. La tendenza generale evidenzia un ritorno alla qualità abitativa, alla sostenibilità e alla valorizzazione del patrimonio architettonico locale, con investimenti che generano impatto positivo su turismo, occupazione e filiere territoriali.




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