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25 Marzo 2026

Coima: Fondo Impact, mobilitati 5 miliardi di euro in 5 anni

di Red

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Il Comitato di indirizzo del Fondo Impact ha pubblicato il primo rapporto di impatto di un fondo nazionale in economia reale e un momento pubblico di condivisione con gli stakeholder per contribuire alla transizione industriale del Paese.

In cinque anni sono stati mobilitati capitali nazionali e internazionali per 5 miliardi di euro in progetti di rigenerazione urbana e di riuso edilizio a Milano e a Roma, con una previsione di oltre 10 miliardi di euro durante la vita del fondo.

Il fondo Coima ESG City Impact ("Fondo Impact") è partecipato da investitori istituzionali nazionali tra cui Cassa Forense, ENPAM, Inarcassa, Cassa dei Dottori Commercialisti, Gruppo Intesa Sanpaolo, Compagnia di San Paolo, Fondazione Padova e Rovigo, Fondo Pensione Monte dei Paschi di Siena, ENPACL, Fondo Pensione Nazionale BCC-CRA. E' strutturato secondo i principi dell'impact investing, con l'obiettivo di generare simultaneamente un ritorno finanziario, ambientale e sociale con obiettivi quantitativi definiti ex ante.

Il fondo ha mobilitato ad oggi capitali complessivi per 5 miliardi di euro attraverso partnership strategiche e coinvestimenti che hanno coinvolto istituzioni nazionali e internazionali, tra cui tre fondi sovrani e fondi pensione mondiali.

Il Comitato di indirizzo del Fondo Impact - promosso e gestito da Coima - è composto da: Nunzio Luciano (presidente), Alberto Oliveti (ENPAM), Maria Annunziata (Cassa Forense), Ferdinando Boccia (Cassa Dottori Commercialisti - CNPADC), Michele Dapri (ISP) e dai membri indipendenti Ersilia Vaudo Scarpetta, Meka Brunel, Giovanna Melandri.

Il Comitato ha promosso l'elaborazione del primo rapporto di impatto di un fondo nazionale di investimenti in economia reale e un momento pubblico di condivisione e confronto con i principali stakeholder, con l'obiettivo di favorire lo scambio di esperienze e ampliare il modello collaborativo adottato, accelerando la transizione industriale del territorio italiano come motore di sviluppo economico, sociale e ambientale.

Dal 2020, il Fondo Impact ha mobilitato risorse, competenze e visione per contribuire a rispondere a urgenze strutturali: la transizione ambientale, l'emergenza abitativa, l'integrazione tecnologica e la necessità di infrastrutture resilienti.

Il metodo adottato per il Fondo Impact si articola su tre pilastri: industriale, mediante interventi di trasformazione e sviluppo fisico delle infrastrutture; scientifico, con KPI e target quantitativi fissati ex ante e verificati regolarmente, in particolare rispetto a deviazioni positive o negative, stabilendo azioni di gestione o aggiustamento di obiettivi e di attuazione per altri investimenti e progetti; sperimentale, fondato su un processo iterativo con aggiustamenti progressivi basati su scostamenti rispetto all'approccio scientifico.

Un ulteriore elemento distintivo del fondo è la capacità di scalare capitali e impatto attraverso un'architettura aperta tramite partnership strategiche e finanziamenti. A fronte di circa 1 miliardo di euro di capitali propri, il fondo ha attivato un moltiplicatore finanziario pari a 5,1 volte, con un potenziale di investimenti complessivi fino a 5 miliardi di euro, grazie a coinvestimenti, partnership pubblico-private e leva finanziaria. Con il pieno potenziale dei progetti già acquisiti, l'obiettivo supera 12 miliardi di euro, con un moltiplicatore finanziario pari a 12 volte. Questo modello mostra come il capitale istituzionale possa fungere da catalizzatore sistemico, trasformando ogni euro investito in motore di sviluppo territoriale.

Nei primi cinque anni, il fondo ha attivato interventi come la costruzione del Villaggio Olimpico, che per l'anno accademico 2026/2027 diventerà lo studentato convenzionato più grande d'Italia con 1.700 posti letto, la rigenerazione dello Scalo di Porta Romana e di MilanoSesto a Milano, e delle ex caserme Guido Reni a Roma. Sul piano ambientale, tutti gli edifici completati sono fossil fuel free, nZEB e in classe energetica A, con oltre 1,4 MW di potenza fotovoltaica installata prevista.

I progetti promossi dal fondo si concentrano su programmi di rigenerazione urbana di larga scala, con un approccio che privilegia la riqualificazione di aree già urbanizzate e la creazione di nuovi quartieri sostenibili e inclusivi. Tra le principali iniziative avviate figurano: la rigenerazione dell'ex Scalo di Porta Romana a Milano, che include il Villaggio Olimpico dei Giochi Milano Cortina 2026, progettato per diventare lo studentato convenzionato con 1.700 posti letto; il progetto MilanoSesto; la riqualificazione delle ex caserme Guido Reni a Roma, contribuendo alla rigenerazione del quartiere Flaminio.

Nel complesso, nei primi anni di attività gli investimenti del fondo hanno generato: 13.700 posti di lavoro attivati lungo la filiera economica; 3,6 miliardi di euro di attività economica; 1,9 miliardi di euro di contributo al PIL nazionale.

Sul piano sociale e urbano, i progetti prevedono inoltre la realizzazione di oltre 13.300 nuove abitazioni, di cui circa 2.400 a costi calmierati, e 1.700 posti letto per studenti.

Manfredi Catella, ceo e founder, Coima Sgr: "La transizione industriale del territorio italiano rappresenta uno dei motori di sviluppo economico, ambientale e sociale per il futuro del Paese. La fase relativamente giovane del ciclo di rigenerazione urbana delle nostre città consente di dotarsi di un'agenda aggiornata rispetto ad altri Paesi in fase più avanzata. La capacità di innovazione e di attuazione unendo competenze, conoscenze e capitali è l'opportunità che abbiamo ed è il senso di questa giornata di condivisione promossa dal comitato di indirizzo del Fondo Impact".

Davide Albertini Petroni, presidente Confindustria Assoimmobiliare: "Il settore immobiliare sta vivendo un cambio di paradigma: il passaggio da un settore focalizzato sul valore dell'edificio come bene finanziario a uno basato sul valore generato dall'edificio nel contesto territoriale in cui è inserito. In questa prospettiva, l'immobile diventa parte di un ecosistema territoriale: genera valore non solo per le sue caratteristiche intrinseche ma perché abilita attività economiche, attrae imprese e talenti, promuove l'innovazione, migliora la qualità della vita urbana. Affinché ciò accada dobbiamo rafforzare le forme di pianificazione integrata tra settore pubblico e privato, in cui gli obiettivi di pianificazione urbana, la sostenibilità economica degli investimenti immobiliari e l'interesse collettivo siano allineati. Allo stesso tempo, si deve evolvere il modo in cui misuriamo il valore degli investimenti immobiliari: accanto agli indicatori finanziari, nuovi fattori devono acquisire rilevanza, come l'impatto economico sul territorio, il valore sociale generato e il contributo alla transizione energetica".

Antonino Turicchi, amministratore delegato di CDP Real Asset SGR: "Il nostro obiettivo è creare le condizioni per generare impatto sull'economia reale. Da oltre quindici anni CDP Real Asset lavora per sviluppare un programma di edilizia sociale, costruito insieme a una rete di investitori istituzionali - banche, assicurazioni, casse di previdenza - che allora hanno scelto di affiancarci non solo per un'opportunità di investimento, ma per un senso di responsabilità verso il Paese. Insieme abbiamo portato e fatto crescere il social housing in Italia. Oggi la crisi abitativa è più profonda. Per questo è il momento di rinnovare quell'impegno. Da parte nostra, continuiamo a investire con determinazione: auspichiamo che anche gli investitori istituzionali che hanno creduto in questo progetto tornino a investire al nostro fianco".

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