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18 Aprile 2013

Costruzioni: in Sardegna sparite oltre 1.100 imprese in tre anni

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L'occupazione è calata del 10,7% nel 2012 e 1.140 imprese artigiane sono scomparse nell'ultimo triennio.

 

E per il 2013 è previsto un ulteriore arretramento.

 

E' il grido d'allarme lanciato dalla Cna costruzioni sullo stato dell'edilizia in Sardegna.

 

"Siamo in mezzo a una crisi - hanno detto Francesco Porcu e Mauro Zanda, segretario e presidente del settore edilizia dell'organizzazione - che sta spazzando via centinaia di imprese e gettando sul lastrico migliaia di famiglie".

 

Gli altri numeri che fotografano una situazione di forte difficoltà per il settore in Sardegna anche per il presente e il futuro sono il calo degli investimenti stimato al -2,8% e il volume d'affari ridotto del 2%.

 

Previsioni pesanti anche per abitazioni e non residenziale, dove risultano investimenti in ribasso del 9% e del 7%.

 

Unica nota positiva, invece, per le opere del Genio civile: si stima una crescita pari al 2%.

 

A condizione - ha spiegato Cna - che le gare bandite tra fine 2011 e 2012 seguano l'iter previsto.

 

Fallimentare il consuntivo 2012: -23% per l'immobiliare, -18% per le compravendite commerciali, -10% per la produzione residenziale.

 

Dal 2008 si sono persi più di 14 mila addetti, il 23% del settore.

 

Allarme, secondo la Cna, per il pagamento dei debiti scaduti della Pubblica amministrazione e per la mancanza di garanzie sui tempi.

 

Le soluzioni? Quelle suggerite dalla Cna sono due: "Innanzitutto - ha detto Porcu - occorre allentare i vincoli legati al Patto di stabilità.

 

Bisogna emendare la legge regionale 16 del 2010, si libererebbero circa 600 milioni di euro da destinare allo sviluppo e al rilancio degli investimenti".

 

 

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