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08 Giugno 2026
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07 Giugno 2026
L'occupazione è calata del 10,7% nel 2012 e 1.140 imprese artigiane sono scomparse nell'ultimo triennio.
E per il 2013 è previsto un ulteriore arretramento.
E' il grido d'allarme lanciato dalla Cna costruzioni sullo stato dell'edilizia in Sardegna.
"Siamo in mezzo a una crisi - hanno detto Francesco Porcu e Mauro Zanda, segretario e presidente del settore edilizia dell'organizzazione - che sta spazzando via centinaia di imprese e gettando sul lastrico migliaia di famiglie".
Gli altri numeri che fotografano una situazione di forte difficoltà per il settore in Sardegna anche per il presente e il futuro sono il calo degli investimenti stimato al -2,8% e il volume d'affari ridotto del 2%.
Previsioni pesanti anche per abitazioni e non residenziale, dove risultano investimenti in ribasso del 9% e del 7%.
Unica nota positiva, invece, per le opere del Genio civile: si stima una crescita pari al 2%.
A condizione - ha spiegato Cna - che le gare bandite tra fine 2011 e 2012 seguano l'iter previsto.
Fallimentare il consuntivo 2012: -23% per l'immobiliare, -18% per le compravendite commerciali, -10% per la produzione residenziale.
Dal 2008 si sono persi più di 14 mila addetti, il 23% del settore.
Allarme, secondo la Cna, per il pagamento dei debiti scaduti della Pubblica amministrazione e per la mancanza di garanzie sui tempi.
Le soluzioni? Quelle suggerite dalla Cna sono due: "Innanzitutto - ha detto Porcu - occorre allentare i vincoli legati al Patto di stabilità.
Bisogna emendare la legge regionale 16 del 2010, si libererebbero circa 600 milioni di euro da destinare allo sviluppo e al rilancio degli investimenti".
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