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14 Aprile 2026
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“Il rialzo senza controlli dei prezzi dell’energia mette a rischio l’industria italiana delle costruzioni. Senza una specifica attenzione del governo, le aziende di grande eccellenza internazionale che producono sul nostro territorio corrono il pericolo di non essere più competitive e di perdere la leadership nel mercato”. Ad affermarlo è Paola Marone, presidente di Federcostruzioni, che con ANCE Lombardia ha organizzato “Crisi Energetica, Emergenza Clima e Ambiente Costruito”, l’evento che si terrà il 14 luglio a Milano, a cui parteciperà il vice ministro MIMS Alessandro Morelli.
“La guerra in Ucraina, così come gli effetti della pandemia sul commercio mondiale, stanno portando a una situazione di difficile sostenibilità per il nostro settore. L’aumento dei costi energetici da un lato indebolisce le aziende che producono materiali e tecnologie e favoriscono le importazioni dall’estero, dall’altro appesantiscono le imprese impegnate nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e anche le imprese e che stanno operando nelcomparto edile attraverso i Bonus e gli incentivi fiscali” avverte Paola Marone.
Insieme al viceministro sono stati invitati quattro esperti per approfondire l’impatto di queste problematiche sui diversi ambiti del settore industriale, finanziario, politiche ambientali e tecnologie ed è stata prevista una tavola rotonda con i rappresentanti delle principali filiere delle costruzioni italiane. L’intervento iniziale sarà a cura di Raffaele Cattaneo, assessore all'Ambiente e Clima della Regione Lombardia.
“Gli obiettivi previsti in ambito ambientale, dall’Agenda ONU 2030 al Piano europeo Fit for 55 richiedono un intervento sui beni immobili e sulla filiera industriale di portata eccezionale. Le costruzioni sono responsabili di quasi il 40% del consumo di energia e di emissione della CO2. Per rinnovare e riqualificare il patrimonio immobiliare italiano, in cui vi sono oltre un milione di condomini, è necessario rendere strutturali meccanismi come il superbonus e la cessione del credito e al tempo stesso sostenere la capacità produttiva manifatturiera nazionale delle tecnologie e dei prodotti, necessari a ridurre emissioni e consumi energetici dell’ambiente costruito. Così facendo si creano i meccanismi per ridurre i consumi energetici degli immobili e dall’altro di rafforzare l’industria manifatturiera nazionale fornendo energia a prezzi competitivi alle aziende e stimolando le produzioni e le attività che consentono il raggiungimento di questi risultati” conclude la presidente Marone.
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