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14 Aprile 2026
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Federcostruzioni stima un leggero incremento della produzione per il 2016. Un attivo pari allo 0,7%, dopo le chiusure negative del 2015 (-0,5%) e del 2014 (-3%).
Un segnale importante dopo il periodo 2008-2015, in cui la filiera delle costruzioni ha perso 131 miliardi di euro e 674mila posti di lavoro.
Il Rapporto 2016 di Federcostruzioni evidenzia come sia il comparto delle costruzioni ad avere perso un più consistente valore della produzione (-79,4 miliardi di euro).
I dati positivi dell’export hanno attutito l’effetto negativo della forte contrazione della domanda interna. Le flessioni più consistenti si sono manifestate nei settori dei laterizi (-72,4%), del commercio delle macchine per il movimento terra, da cantiere e per l’edilizia (-59,5%), del cemento e calcestruzzo (-54,1%), dei bitumi e dell’asfalto (-45,2%), della siderurgia (-42,4%), dei prodotti del vetro (-42,1%).
Questi sono alcuni dei dati analizzati nel Rapporto 2016 di Federcostruzioni, federazione di Confindustria che riunisce le principali categorie produttive del mercato edile e infrastrutturale, presentato oggi in anteprima al Saie di Bologna dal vicepresidente, Luigi Di Carlantonio, e dal segretario generale, Luigi Perissich.
Rimane alta l’attesa per le misure che il Governo si appresta a mettere in campo nella prossima legge di bilancio, decisive sul fronte delle regole per il rilancio del mercato dei lavori pubblici, nel campo del potenziamento degli incentivi per la riqualificazione e la messa in sicurezza degli edifici privati e la riqualificazione del territorio, delle scuole e del patrimonio edilizio.
Bisogna inoltre puntare, secondo Federcostruzioni, sull’innovazione e la digitalizzazione dei processi produttivi, includendo la filiera delle costruzioni nella strategia Industria 4.0, che rappresentano le grandi sfide che le imprese devono saper cogliere per lasciarsi alle spalle la crisi e poter dare un contributo decisivo alla ripresa dell’intera economia.
Le potenzialità del settore d'altronde sono ancora enormi. Basti pensare che un aumento di domanda di un miliardo di euro nelle costruzioni genera infatti, come si evidenzia nel rapporto, una ricaduta complessiva sull’intero sistema economico di oltre 3,5 miliardi, con la relativa creazione di 15.555 unità di lavoro.
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