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26 Gennaio 2026

Lombardini22, ricavi 2024 a 46,4 milioni di euro e chiusura 2025 solida

di Red

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Lombardini22 ha registrato un fatturato di 46,4 milioni di euro nel 2024 (+13% rispetto al 2023) e ha chiuso il 2025 con solidità, avviando il 2026 con fiducia nonostante le incertezze del contesto economico.

L'utile lordo 2024 è stato pari a 4,8 milioni di euro, l'EBITDA a 5,5 milioni di euro e l'utile netto a 2,9 milioni.

I risultati si inseriscono in un mercato immobiliare complesso e riflettono un modello orientato alla qualità, alla specializzazione e alla redditività, con crescente focalizzazione su interventi ad alta redditività.

I numeri e le leve di crescita

Il gruppo a capitale italiano nato a Milano ha focalizzato la propria crescita sulle principali asset class del mercato immobiliare, ampliando l'offerta con business unit dedicate a office, hospitality, retail, education, living e data center e con servizi che includono ambiente, impatto sociale e governance del territorio (ESG).

La dimensione di Lombardini22 consentirà, anche nel 2026, di proseguire gli investimenti su due direttrici di ricerca: la trasformazione digitale con l'integrazione dell'intelligenza artificiale e la misurazione dell'impatto del mondo costruito sulle persone, con il contributo delle neuroscienze.

La comunità professionale di Lombardini22 conta oltre 500 persone, affiancate da un indotto generato da una rete estesa di collaborazioni che consente di offrire soluzioni professionali coordinate ai clienti.

La crescita è trainata dal rafforzamento dei servizi di ingegneria, in particolare nell'area mission critical, contesto in cui eventuali guasti avrebbero conseguenze rilevanti come perdite economiche, danni alla sicurezza o interruzioni di servizi essenziali. In questo ambito rientra anche il ruolo di Lombardini22 nello sviluppo di data center, che ha introdotto competenze oggi diffuse alle altre business unit in un'ottica di arricchimento collettivo e bilanciamento del portafoglio attività.

In aumento anche i settori education, grazie a un'iniziativa di partenariato pubblico-privato, e hospitality, con la partecipazione a progetti come il Belmond Hotel Splendido a Portofino.

Il gruppo integra la dimensione economica con quella ambientale e sociale, in coerenza con un impegno a lungo termine volto a migliorare le condizioni per le persone e il territorio.

All'attività progettuale affianca una costante attenzione alla dimensione culturale come parte integrante dell'approccio. Ne è un esempio l'evoluzione di Accademia Lombardini22, che ha lanciato un corso IFTS con docenze esterne e interne al gruppo: la prima edizione ha portato all'assunzione in apprendistato di tutti i partecipanti neodiplomati ed è in corso la seconda edizione.

È significativo anche l'impegno a contribuire alla soluzione di problemi complessi legati all'immobiliare, come il costo dell'abitare in affitto a Milano e in molte città italiane, attraverso attività di approfondimento e la formulazione di proposte e position paper che alimentano il dialogo tra gli stakeholder.

In questo ambito prosegue la promozione di occasioni di confronto con personalità esterne al mondo immobiliare nell'appuntamento autunnale Foresight, che nell'ultima edizione ha visto sul palco, tra gli altri, lo scrittore Erri De Luca, il fisico Guido Tonelli, la professoressa Gabriella Bottini e l'europarlamentare Irene Tinagli.

"I risultati economici che abbiamo raggiunto confermano la nostra crescita e la solidità del percorso intrapreso, oltre alla fiducia che il mercato continua a riconoscerci. Ma per noi la crescita non è solo una questione di numeri: è la conferma che stiamo rispondendo a un bisogno reale e stiamo costruendo insieme una comunità di persone che lavorano ogni giorno con passione e senso di responsabilità, condividendo visione, valori e il desiderio di realizzare qualcosa che abbia un senso e duri nel tempo", commenta Franco Guidi, CEO di Lombardini22.

"Guardiamo con serenità all'anno nuovo", continua Guidi, "nonostante le incertezze del 2025 generate sul mercato dal blocco quasi totale dei processi autorizzativi a Milano, che negli scorsi anni ha rappresentato più della metà degli investimenti internazionali in Italia. È stata una sorta di stress test per valutare le capacità di resilienza del gruppo".

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