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20 Febbraio 2015

Notai: senza controlli transazioni su immobili a rischio

di C.G.

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Il disegno di legge sulla concorrenza, approvato il 20 febbraio dal Consiglio dei ministri, consente alcune transazioni immobiliari e societarie senza controllo notarile: il sistema Paese, e in particolare le fasce più deboli dei cittadini, saranno esposte – ne è convinto il Consiglio nazionale del notariato - a forti rischi di criminalità, abusi e frodi.

La rimozione per tali atti del regime dei controlli di legalità affidati al Notariato, porterà ad una inevitabile rarefazione delle verifiche in materia di antiriciclaggio (oggi il 91% delle segnalazioni delle professioni provengono da notai), minando l’affidabilità dei pubblici registri.

In campo immobiliare – precisano ancora i notai - basta osservare cosa è successo in quei Paesi dove non esiste il controllo di legalità preventivo del notaio: le frodi identitarie e ipotecarie emerse negli Stati Uniti con la crisi dei mutui subprime hanno provocato multe per oltre 100 miliardi di dollari inflitte alle banche americane e milioni di cittadini (le fasce meno abbienti) sono rimasti senza casa a causa delle frodi.

In Italia il settore è caratterizzato da un sistema di governo pubblico che assicura trasparenza alle transazioni immobiliari e tutela le parti da eventuali vizi che possono inficiare il mercato.

Questo è possibile grazie alla sinergia tra agenzie pubbliche (Agenzia delle Entrate-Area Territorio e Archivi Notarili sotto il controllo del ministero della Giustizia) e un numero programmato, e dunque controllabile, di “concessionari” (notai - pubblici ufficiali) all’avanguardia nella trasmissione digitale in sicurezza degli atti.

Anche in campo societario la scelta adottata oggi dal Governo è in controtendenza con quanto affermato dalle principali organizzazioni internazionali, Ocse, Gafi e la stessa Banca Mondiale, che negli ultimi anni, a seguito dell’aumento delle frodi per mancanza di una corretta regolamentazione, hanno sottolineato l’importanza di un controllo accurato per evitare l’abuso dello strumento societario (riciclaggio, evasione fiscale, corruzione) e la necessità di un registro delle imprese affidabile.

Il registro delle imprese italiano alimentato con atti pubblici sottoposti al controllo di legalità preventivo dei notai (pubblici ufficiali sottoposti a controlli da parte dello Stato), risponde al modello di registro societario auspicato dall’International Bank for Reconstruction and Development Banca Mondiale rispetto ai paesi di common law che utilizzano un registro societario più come semplice “archivio” che quale strumento di controllo e legalità.

Secondo le organizzazioni internazionali attuare nel settore societario una strategia di deregolamentazione, con conseguente deterioramento del sistema di controllo giuridico, della qualità dell’infrastruttura socio-economica e dell’efficienza dei mercati, significa che il costo della corruzione e degli abusi sarebbe a carico di tutta la comunità, mentre i proventi delle attività abusive sarebbero redistribuiti soltanto tra lobby ristrette.

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