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29 Novembre 2020

Perché nessuno contesta la patrimoniale, che già c'è, sugli immobili?

di Giorgio Spaziani Testa, presidente Confedilizia

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Anche oggi leggiamo dichiarazioni roboanti contro la patrimoniale proposta, in sostituzione dell'Imu, da Pd e Leu.

Se la contrarietà a questa (ipotetica) imposta è così convinta e diffusa, dovrebbero essere quotidiane le proteste e le iniziative di contrasto nei confronti della patrimoniale reale (non virtuale) sugli immobili, che è appunto l'Imu. Ma così non è.

Fra pochi giorni, quando sarà dovuta la seconda rata del 2020, l'Imu supererà i 200 miliardi di euro di gettito dalla sua istituzione, nel 2011. Colpisce negozi sfitti, case abbandonate, immobili locati per i quali i proprietari non riescono a riscuotere canoni da anni. Colpisce persino abitazioni e locali commerciali che sono stati requisiti ai proprietari dal marzo scorso attraverso il blocco sfratti. È una patrimoniale devastante, che ha affossato il settore immobiliare e divorato i risparmi degli italiani. Ma ad essere contestata, chissà perché, è solo la patrimoniale che non c'è.

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