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30 Aprile 2026
29 Aprile 2026
La concessione dei mutui ai lavoratori assunti secondo il Jobs act torna alla ribalta dopo le dichiarazioni del premier Matteo Renzi e quelle del presidente dell’Associazione bancaria italiana (Abi).
A parlarne, durante una tavola rotonda al consiglio nazionale della Fabi (Federazione autonoma bancari italiani), sono stati il direttore generale dell’Abi Giovanni Sabatini e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti.
Il primo ha affermato che i lavoratori assunti con il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti previsto dal Jobs act non avranno particolari difficoltà ad accendere un mutuo.
“Le soluzioni contrattuali individuate si inseriscono nel nuovo quadro di regole del mercato del lavoro – ha dichiarato Sabatini – perciò il contratto a tutele crescenti e le connesse tutele non precluderanno l’accesso ai mutui in favore dei lavoratori assunti dal 7 marzo 2015”.
Il direttore generale dell’Abi ha anche sottolineato che sul tema “sono state alimentate, anche ad alto livello, infondate preoccupazioni che Abi ha già avuto modo di fugare”.
Il ministro Poletti ha invece aggiunto che concedere mutui a chi ha un contratto a tutele crescenti “è la richiesta fatta in tutte le sedi, chiedendo alle banche di erogare mutui anche a chi ha questo tipo di contratto perché questa è la prova del budino del Jobs act”.
Se le banche seguiranno quanto chiesto dal Governo, si avrà la prova decisiva del valore della nuova riforma del mercato del lavoro. Non resta che attendere le mosse degli istituti di credito, che comunque sembrano già in fase di adeguamento per quanto riguarda l’erogazione di mutui a chi ha questa nuova tipologia contrattuale.
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