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14 Aprile 2026
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Dopo sette anni di crisi ininterrotta, il 2015 ha segnato una piccola inversione di tendenza nel settore delle compravendite degli immobili in Sicilia. Rispetto allo scorso anno, sono cresciute del 4,8% le compravendite per gli immobili residenziali, pari a 30.076 transazioni effettuate e del 2,9% per quelli non residenziali, con 16.621 transazioni. Ma siamo ancora lontani rispetto alle quantità scambiate nell'anno pre-crisi (2008), con una flessione del 39,8% per gli immobili residenziali e del 31,8% per gli immobili non residenziali.
È un'indagine dell'Osservatorio Mpi di Confartigianato imprese Sicilia a rilevare i primi tenui segnali di risveglio del settore nell'Isola. A livello provinciale, sono Palermo e Catania le città con il più alto numero di transazioni effettuate: 7.219 la prima e 6.134 la seconda. Seguono con un significativo distacco Messina (3.819), Siracusa (2.731), Agrigento (2.591), Trapani (2.467), Ragusa (1.848), Caltanissetta (1.635) e infine Enna con 852.
Cresce, anche se di poco, il numero di occupati nel settore delle costruzioni, che nel 2015 ha registrato 4 mila addetti in più (+4,2%) rispetto al 2014. "È una crescita che giunge dopo anni di stagnazione in cui il mercato ha perso 60 mila addetti - commenta Filippo Ribisi, presidente di Confartigianato Sicilia - che non può certamente indurci a cantare vittoria. Dal 2008 ad oggi, c'è stato un calo del 39,8% di occupati nell'edilizia e, al di là dei freddi e asettici numeri, significa che sessantamila famiglie sono rimaste senza uno stipendio. Continuano a mancare le commesse, non a caso registriamo una forte diminuzione della spesa in opere pubbliche, ovvero fabbricati, strade, porti e linee ferroviarie sia a livello locale sia nazionale".
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