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E' ai nastri di partenza il progetto Sardegnafari, dell'Agenzia di Conservatoria delle coste dell'isola, che prevede di ristrutturare e rendere fruibile una parte dei 40 fari e stazioni semaforiche esistenti in Sardegna.
Costo tra i 15 e i 16 milioni di euro, in parte fondi regionali e in parte privati.
Già da quest'estate sarà visitabile Torregrande a Oristano.
A illustrare il piano-fari, il direttore generale della Conservatoria, Alessio Satta, nel corso della presentazione dei risultati del progetto Perla, la task-force regionale salva-coste tra Sardegna, Toscana, Liguria e Corsica.
"Grazie a un accordo con il comune di Oristano - ha riferito Satta - Torregrande sarà la prima ad aprire già da quest'estate.
Per gli altri, entro luglio, o al massimo settembre, verrà approvato con delibera della Giunta il programma di valorizzazione".
E sul restyling la parola ai cittadini.
Sul sito Sardegnafari è stato lanciato un blog con un questionario per arrivare all'identikit del faro modello-vacanze.
"Hanno risposto in 30.000 - ha detto Satta - e il 50% degli utenti chiede un uso misto di queste strutture, da una parte la valorizzazione storico-culturale, dall'altra quella di una ricezione turistica in stile locanda.
Bocciato lo stile resort ma molta voglia di riprodurre la vita dei faristi.
Scrivono da tutto il mondo, oltre che dall'Europa, dal Canada, dagli Usa e anche dall'Australia.
L'intervento più difficile è quello sul faro di Razzoli, l'isola tra le più estreme dell'arcipelago de La Maddalena raggiungibile per soli 150 giorni l'anno, per cui sono previsti tra i 3,5 e i 4 milioni di euro.
Nel mondo, i fari sono 15.000, 150 in Italia, 40 in Sardegna.
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