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14 Aprile 2026
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Solo 171 opere per un valore di 196 milioni di euro, il 44,16% in meno rispetto a un anno fa.
È questa la situazione degli appalti in Sicilia che allarma l'Ance, l'associazione nazionale costruttori edili.
Commentando i dati sulla crisi dell'edilizia, l'associazione fa notare come nel 2008, l'anno in cui cominciò la crisi, le gare bandite nei primi otto mesi furono 573 per un importo di oltre 480 milioni, mentre nello stesso periodo di quest'anno c'è stato un crollo non solo del numero di appalti, ma anche degli importi.
Le province più penalizzate negli importi posti in gara sono state Siracusa (8,07 milioni di euro contro gli 82 dello stesso periodo del 2012, pari a -90,18%) e Ragusa (2,1 milioni a fronte dei 16,8 milioni del 2012, -87,03%).
Dei 196 milioni di euro messi a gara quest'anno, 34,6 sono concentrati solo su 4 opere con importo superiore alla soglia di interesse comunitario (5 milioni): il raddoppio della linea di trattamento biologico del depuratore della raffineria di Gela (5,5 milioni), il centro commerciale Roccella a Palermo (7,6 milioni), la condotta fognaria tra Acicastello e Catania (15,8 milioni) e i lavori lungo la Sp 28 "Panoramica" di Enna (5,5 milioni).
"La Regione si è impegnata a sbloccare entro fine anno opere pubbliche per 2,5 miliardi di euro sul totale di appalti fermi che abbiamo segnalato per 5,5 miliardi - ha commentato Salvo Ferlito, presidente di Ance Sicilia -, ma è necessario l'impegno di tutti, anche dei Comuni di attrarre investimenti e finanziamenti di ogni tipo: ad esempio, i 100 milioni disponibili a livello nazionale sul programma "6.000 campanili" o i 16 milioni del Piano regionale di messa in sicurezza delle scuole".
È questa la situazione degli appalti in Sicilia che allarma l'Ance, l'associazione nazionale costruttori edili.
Commentando i dati sulla crisi dell'edilizia, l'associazione fa notare come nel 2008, l'anno in cui cominciò la crisi, le gare bandite nei primi otto mesi furono 573 per un importo di oltre 480 milioni, mentre nello stesso periodo di quest'anno c'è stato un crollo non solo del numero di appalti, ma anche degli importi.
Le province più penalizzate negli importi posti in gara sono state Siracusa (8,07 milioni di euro contro gli 82 dello stesso periodo del 2012, pari a -90,18%) e Ragusa (2,1 milioni a fronte dei 16,8 milioni del 2012, -87,03%).
Dei 196 milioni di euro messi a gara quest'anno, 34,6 sono concentrati solo su 4 opere con importo superiore alla soglia di interesse comunitario (5 milioni): il raddoppio della linea di trattamento biologico del depuratore della raffineria di Gela (5,5 milioni), il centro commerciale Roccella a Palermo (7,6 milioni), la condotta fognaria tra Acicastello e Catania (15,8 milioni) e i lavori lungo la Sp 28 "Panoramica" di Enna (5,5 milioni).
"La Regione si è impegnata a sbloccare entro fine anno opere pubbliche per 2,5 miliardi di euro sul totale di appalti fermi che abbiamo segnalato per 5,5 miliardi - ha commentato Salvo Ferlito, presidente di Ance Sicilia -, ma è necessario l'impegno di tutti, anche dei Comuni di attrarre investimenti e finanziamenti di ogni tipo: ad esempio, i 100 milioni disponibili a livello nazionale sul programma "6.000 campanili" o i 16 milioni del Piano regionale di messa in sicurezza delle scuole".
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Generali Real Estate: completato il Polo Logistico Piacenza da 470
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