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14 Aprile 2026
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Apre le porte da domani al 27 settembre Marmomacc, la 49° edizione della fiera veronese dedicata alla lavorazione della pietra e all’arredamento.
Settori che hanno da sempre rappresentato una punta di diamante del Made in Italy, ma che ora vedono il proprio primato insidiato dai soliti cinesi.
Se fino a pochi anni fa, infatti, le lastre di marmo e granito estratte dalle montagne italiche venivano poi lavorate da scalpellini e artigiani in patria, ora queste vengono esportate e lavorate altrove, per lo più in Cina, dove i costi sono più bassi.
Stessa solfa per il mercato della piastrella e dell’arredamento, che sempre più si affida all’export a causa dell’asfissia del mercato interno.
Nel 2013 le esportazioni di mobili Made in Italy sono aumentate del 5%, mentre in patria i consumi si sono contratti nonostante i bonus fiscali a favore di chi rinnova l’arredamento della prima casa (bonus che ora attendono l’approvazione della prossima legge di stabilità per essere nuovamente introdotti).
Nel 2013 il fatturato del mobile è stato di 17 miliardi di euro, una cifra che sembra enorme ma che in realtà ha segnato un calo annuo del 2,8%, e che porta con sé la flessione del consumo interno (-11%), del numero di occupati (-3,6% per un totale di 206.500 addetti) e del numero di imprese attive (-5,3% per un total di 29.700).
L’Italia resta comunque il primo produttore di mobili europeo, ma a livello globale è ancora la Cina a farla da padrone, seguita dagli Stati Uniti, con l’Italia sul gradino successivo del podio. La quota globale di export mondiale di arredamento detenuta dall’Italia è del 9%, per una quota di produzione del 6%.
Il 2013 è stato anche l’anno dell’export di piastrelle; secondo Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera, nel 2013 se ne sono esportate l’equivalente del doppio della città di Parigi (280 chilometri quadrati). E ciononostante l’edilizia nel nostro Paese resta un settore da rilanciare nel nostro Paese.
A ciò mira una fiera come Marmomacc, che per l’edizione 2014 a Veronafiere ospiterà 1500 espositori, un’ottantina in più rispetto all’anno scorso.
“La presenza del viceministro dello Sviluppo Economico e del presidente di Confindustria - spiega il presidente di Veronafiere, Ettore Riello - testimonia l'attenzione del sistema-Paese verso due comparti, come marmo e arredo, che rappresentano eccellenze del manifatturiero Made in Italy, complementari a livello di filiera e che ci vedono primeggiare al quinto e al terzo posto tra i produttori mondiali”.
“ Oltre ai tradizionali appuntamenti di Marmomacc negli Stati Uniti, in Brasile, Qatar, Arabia Saudita e Marocco – continua Riello - nel 2014 abbiamo realizzato una nuova iniziativa in Oman, e a dicembre, grazie alla ritrovata stabilità del paese, saremo in Egitto con MS Africa and Middle East-The Marmomacc and Samoter Show”.
Settori che hanno da sempre rappresentato una punta di diamante del Made in Italy, ma che ora vedono il proprio primato insidiato dai soliti cinesi.
Se fino a pochi anni fa, infatti, le lastre di marmo e granito estratte dalle montagne italiche venivano poi lavorate da scalpellini e artigiani in patria, ora queste vengono esportate e lavorate altrove, per lo più in Cina, dove i costi sono più bassi.
Stessa solfa per il mercato della piastrella e dell’arredamento, che sempre più si affida all’export a causa dell’asfissia del mercato interno.
Nel 2013 le esportazioni di mobili Made in Italy sono aumentate del 5%, mentre in patria i consumi si sono contratti nonostante i bonus fiscali a favore di chi rinnova l’arredamento della prima casa (bonus che ora attendono l’approvazione della prossima legge di stabilità per essere nuovamente introdotti).
Nel 2013 il fatturato del mobile è stato di 17 miliardi di euro, una cifra che sembra enorme ma che in realtà ha segnato un calo annuo del 2,8%, e che porta con sé la flessione del consumo interno (-11%), del numero di occupati (-3,6% per un totale di 206.500 addetti) e del numero di imprese attive (-5,3% per un total di 29.700).
L’Italia resta comunque il primo produttore di mobili europeo, ma a livello globale è ancora la Cina a farla da padrone, seguita dagli Stati Uniti, con l’Italia sul gradino successivo del podio. La quota globale di export mondiale di arredamento detenuta dall’Italia è del 9%, per una quota di produzione del 6%.
Il 2013 è stato anche l’anno dell’export di piastrelle; secondo Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera, nel 2013 se ne sono esportate l’equivalente del doppio della città di Parigi (280 chilometri quadrati). E ciononostante l’edilizia nel nostro Paese resta un settore da rilanciare nel nostro Paese.
A ciò mira una fiera come Marmomacc, che per l’edizione 2014 a Veronafiere ospiterà 1500 espositori, un’ottantina in più rispetto all’anno scorso.
“La presenza del viceministro dello Sviluppo Economico e del presidente di Confindustria - spiega il presidente di Veronafiere, Ettore Riello - testimonia l'attenzione del sistema-Paese verso due comparti, come marmo e arredo, che rappresentano eccellenze del manifatturiero Made in Italy, complementari a livello di filiera e che ci vedono primeggiare al quinto e al terzo posto tra i produttori mondiali”.
“ Oltre ai tradizionali appuntamenti di Marmomacc negli Stati Uniti, in Brasile, Qatar, Arabia Saudita e Marocco – continua Riello - nel 2014 abbiamo realizzato una nuova iniziativa in Oman, e a dicembre, grazie alla ritrovata stabilità del paese, saremo in Egitto con MS Africa and Middle East-The Marmomacc and Samoter Show”.
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