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16 Marzo 2015

Casa e anziani: crescono le vendite di nuda proprietà

di A.P.

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La crisi economica spinge sempre più anziani a vendere la propria abitazione con la formula della nuda proprietà

Secondo Confabitare, sono già 97.000 quelli che hanno già scelto questa soluzione – soprattutto nelle grandi città – per far fronte all’aumento del costo della vita in modo da ottenere liquidità per il proprio mantenimento e conservando, contemporaneamente, la disponibilità dell’immobile come usufruttuari.

Nel 2014 infatti si è registrato un vero e proprio boom delle transazioni in nuda proprietà, con un incremento del 20% rispetto al 2013.

Il ricorso alla vendita della nuda proprietà permette di mantenere la stessa qualità di vita integrata da una nuova liquidità, ottenuta senza ricorrere a indebitamenti.

Chi acquista ha invece la possibilità di effettuare un investimento a medio-lungo temine e di entrare in possesso di un immobile senza dover pagare l'Imu, in quanto l'imposta ricade sull'usufruttuario.

Si tratta per la maggior parte di pensionati, con un’età media di 75 anni e una pensione media mensile che supera di poco i 1.100 euro a fronte, tuttavia, di un potere d'acquisto della stessa drasticamente in calo per via della recessione e del costante aumento del costo della vita, dei servizi, dei prezzi e delle tariffe.

L’aumento della tassazione sulla casa, inoltre, comporta un costo sempre più alto per la gestione di un immobile costringendo di conseguenza gli anziani alla vendita della propria abitazione.

Altrettanto determinante nella decisione di vendere la propria casa in nuda proprietà è la possibilità di avere risorse per aiutare figli e nipoti alle prese con la crisi occupazionale o con le difficoltà ad accedere al mercato del lavoro.

Le transazioni in nuda proprietà (che rappresentano il 9,5 % del totale), vedono un calo degli atti tra familiari (per motivi successori e fiscali) e un aumento di quelli propriamente di mercato.

A vendere, nella maggior parte dei casi (soprattutto al Nord e nelle grandi città) sono persone anziane che hanno scarsi legami con la famiglia, oppure sono privi di eredi diretti.

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, la maggior parte delle transazioni avviene in Emilia Romagna (oltre il 39%), seguita da Lazio (18%), Piemonte e Lombardia (16%), Toscana (10%) e Liguria (8%).

“Questo preoccupante fenomeno che va sempre più diffondendosi, sintomo della pesante crisi che colpisce soprattutto la fascia dei pensionati, sempre più debole, deve portare il Governo – dichiara Alberto Zanni, presidente nazionale di Confabitare – a prendere provvedimenti urgenti”.

“Per questo motivo abbiamo scritto al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al Ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, al Ministro del lavoro Giuliano Poletti e a tutti i capigruppo di Camera e Senato affinché vengano assunti tutti i provvedimenti necessari per dare una risposta a questo problema”, conclude Zanni.

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