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14 Aprile 2026
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Nel corso dell’esame del decreto sostegni, deputati di maggioranza e di opposizione hanno chiesto al Governo di impegnarsi, attraverso ordini del giorno (trattandosi di testo non modificabile), a intervenire nuovamente sul blocco sfratti per:
a) ‘individuare oggettivi criteri e indicatori economici che consentano di mantenere le proroghe delle esecuzioni soltanto in capo a quei destinatari che siano in effettiva difficoltà finanziaria e in condizione di bisogno, contemperando, in tal modo gli interessi degli inquilini con quelli dei proprietari’ (on. Fregolent, Italia Viva);
b) prevedere ‘l’erogazione diretta di adeguate somme a titolo risarcitorio e la cancellazione dell’Imu per l’intero anno 2021’, in attuazione dell’impegno assunto dallo stesso Esecutivo con ordine del giorno del 23 febbraio scorso (on. Bianchi e altri, Lega);
c) ‘volere riconoscere un equo indennizzo a proprietari di immobili’ (on. Foti e altri, Fratelli d’Italia).
In tutti e tre i casi, il Governo ha preteso – per esprimere il suo parere favorevole – che gli impegni fossero preceduti dalla formula di rito ‘valutare l’opportunità di’, finalizzata a trasformare l’impegno (già solitamente ben poco rispettato) in un… mezzo impegno.
In un quarto ordine del giorno (dell’on. Scanu, Movimento 5 Stelle), la formula di rito c’era già e si chiedeva di ‘valutare l’opportunità di adottare misure economiche adeguate e tempestive per garantire i diritti dei proprietari locatori degli immobili in un’ottica di indennizzo per i canoni di locazione non percepiti e di sgravio delle imposte locali’.
Torniamo a ripeterlo. Il blocco degli sfratti è un abuso eclatante e palesemente incostituzionale, come ha appena affermato il Tribunale di Trieste. Un abuso che sta devastando famiglie di piccoli risparmiatori che da ben 14 mesi sono senza reddito, prive di risarcimenti e costrette persino a pagare l’Imu. Se il Governo non coglierà gli appelli che gli giungono dalla sua stessa maggioranza, la già alta tensione non potrà che crescere.
Il minimo da fare è: 1. distinguere effettivamente fra morosità pre e post Covid, sbloccando le esecuzioni del primo tipo il 30 giugno (cosa che il decreto sostegni non fa); 2. disporre che il blocco residuo si applichi solo su richiesta dell’occupante e previa valutazione della sua situazione in rapporto a quella del proprietario; 3. risarcire i proprietari attraverso indennizzi e sgravi Imu”.
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