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14 Aprile 2026
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Arricchire la maschera dei dati degli immobili in vista della riforma del catasto che dovrebbe prendere forma entro il 2026. È questa la proposta lanciata dal vicepresidente dell'Ance Marco Dettori.
Nella disciplina attuale esistono profili di iniquità fiscale che, basando l'imposizione sul valore catastale per l'usato, in genere più basso, e sul valore di mercato per il nuovo, in genere più alto, premia i fabbricati vecchi, quindi a maggior rischio sismico e ad alto impatto energetico, e che inquinano di più.
L'Ance sottolinea quanto il patrimonio abitativo italiano sia vecchio. Oltre il 70% degli edifici è stato costruito prima del 1981, delle norme antisismiche (1974) ed energetiche (1976) e dei relativi decreti attuativi.
Di qui la proposta di Dettori di arricchire la maschera dei dati catastali inserendo informazioni sulla classe energetica, la classe sismica e la superficie dell'immobile. In questo modo si potrebbe sapere come è effettivamente composto il patrimonio immobiliare del Paese e basare il sistema impositivo, scegliendo se premiare gli immobili performanti e più efficienti, su dati precisi.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Generali Real Estate: completato il Polo Logistico Piacenza da 470
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