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21 Aprile 2026
21 Aprile 2026
Un mercato dinamico, in continua evoluzione e con prospettive di crescita per il prossimo quinquennio. Questi alcuni elementi emersi dalla più recente ricerca sul mercato dell'FM condotta dal Centro Studi di IFMA Italia su un campione di 109 questionari: 53 da fornitori di servizi e 56 da facility manager, quindi dal lato della domanda. Lo studio ha lasciato che fossero gli operatori a definire alcuni elementi dell'analisi, come il perimetro del mercato considerato. Alle 53 aziende fornitrici è stato chiesto di indicare i competitor percepiti. Le aziende citate almeno una volta sono state 83, 18 delle quali già parte del campione. Il risultato è un gruppo di 118 aziende univoche, tra competitor citati e campione originale, che definisce il mercato dell'FM di riferimento. Ne è derivata una mappatura costruita dalla base, sulla percezione degli operatori, che ha restituito un gruppo di pari di 118 fornitori di servizi su cui il Centro Studi ha compiuto analisi economiche, integrate con le risposte ai questionari.
Il gruppo di pari presenta una varietà di categorie merceologiche (36 codici ATECO); il fatturato aggregato è di circa 18 miliardi di euro e il totale dei dipendenti è di 200.000. Considerando il triennio 2022-2024, il tasso di crescita medio del fatturato si attesta all'1,1%, mentre il tasso di crescita dell'EBITDA, e quindi del margine operativo lordo, è pari al 2,4%.
È interessante notare come la variazione del rapporto tra fatturati e attivi sia negativa (-2,3%). Ciò significa che nel triennio considerato questi 118 operatori sono sì cresciuti in termini di attivo di bilancio, ma questo sviluppo spesso è avvenuto tramite acquisizioni e non si riflette ancora in una crescita proporzionale del fatturato.
La mappatura del mercato mostra che il settore non è composto solo da manutenzioni e pulizie. Metà dell'offerta comprende numerose attività come gestione immobiliare per conto terzi, arredi, pellicole, strutture mobili, a conferma della varietà del mercato.
Considerando le tre attività più diffuse (manutenzione, pulizia e ristorazione) emerge un trend di crescita dal 2014 a oggi, con una leggera flessione nel periodo della pandemia e una proiezione positiva fino al 2029. Quest'ultima si basa su elaborazioni del Centro Studi fondate sulle aspettative espresse dai 109 operatori intervistati. L'aumento atteso del fatturato per il prossimo quinquennio è del 2,4%.
Il contributo maggiore a questo incremento è attribuito alle attività di installazione e manutenzione degli impianti elettrici e di quelli ecosanitari e termici, che complessivamente rappresentano il 59% dell'aumento di fatturato atteso, mentre il 24% è riconducibile alle pulizie. Seguono la ristorazione con circa il 9% e la gestione integrata con il 3%.
Se l'andamento atteso è positivo, le prospettive che emergono dai questionari sono ancora più favorevoli. Per il prossimo anno oltre il 90% degli intervistati prevede una combinazione tra aumento o stabilità dei volumi e dei prezzi. Solo una quota ridotta si attende un'evoluzione negativa per uno di questi due elementi.
La digitalizzazione dei processi guida le priorità di investimento ed è ritenuta essenziale sia dalla domanda sia dai fornitori di servizi, seguita dalla riduzione dei consumi energetici e dall'aumento dell'attività commerciale e della capacità produttiva. La riduzione dei consumi è soprattutto una priorità per i facility manager e le loro aziende; per i fornitori di servizi, rispetto alla domanda, il focus è maggiore sull'aumento dell'attività commerciale.
Lo studio indica due modalità di outsourcing che, insieme, coinvolgono il 67% del campione: il ricorso a fornitori aggregati per macroaree di servizio omogenee (ad esempio tutte le manutenzioni) e la ricerca di società di facility management che si propongono come interlocutore unico per la gestione, progettazione ed erogazione dei servizi. Solo una parte relativamente ridotta di chi si rivolge a una società di FM lo fa con l'intenzione di affidarle tutti i servizi; la maggior parte preferisce affiancare fornitori di un unico servizio o di macroaree aggregate, realizzando strategie ibride di outsourcing. Ne risulta un mercato ancora in via di assestamento e sviluppo, con modelli di outsourcing non ancora standardizzati.
Un'evoluzione che per il 43% delle aziende della domanda, negli ultimi cinque anni, ha comportato un cambio nelle strategie di outsourcing. In oltre il 70% dei casi questa variazione è andata verso un'aggregazione dei servizi, con riduzione del numero dei fornitori, per aumentare l'efficienza organizzativa, diminuire i costi e aumentare il controllo sul fornitore. Il controllo è citato anche dai facility manager che si sono spostati verso una separazione dei servizi e un aumento del numero di fornitori.
Infine, un dato rilevante: ai facility manager è stato chiesto in che misura ritengano che il fornitore di servizi di FM contribuisca al loro lavoro e al successo del business dell'azienda. La quasi totalità ritiene che l'apporto alla professione sia solido e più di un terzo lo giudica determinante.
Risultato sostanzialmente identico per il contributo al successo del business: la quasi totalità del campione giudica l'apporto sostanziale e un quarto lo ritiene determinante.
Questi dati mostrano un settore in cui soggetti della filiera collaborano perché comprendono che l'obiettivo è comune. I fornitori di servizi sanno che il loro esito è legato a quello del facility manager; quest'ultimo sa di poter contare sul lavoro dei fornitori e di trovarvi un supporto. Entrambi hanno come fine una gestione dei servizi che favorisca il successo del business dell'azienda del facility manager.
Questa è solo una parte dei risultati emersi dallo studio. Il report completo è già disponibile per l'acquisto.
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