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11 Febbraio 2011

Fatture pazze: Regione Sicilia paga 80 mln per censire gli immobili

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  - Storie di ordinario sperpero di denaro pubblico.

Questa volta ci ha pensato la Regione Sicilia che ha pagato ben 80 milioni di euro tra il 2006 e il 2009 alla cordata Psp (Partners Sicily properties), con sede a Pinerolo, in provincia di Torino, per censire il patrimonio immobiliare, e non, di proprietà della Regione.

L'incarico è stato concluso nel 2006, alla vigilia del grande lancio dei tre mega fondi immobiliari della Regione e porta la firma dai dirigenti dell'assessorato al Bilancio.

Dei tre fondi in questione solo uno è andato in porto, quello rilevato da Pirelli Re, e comunque si è rilevato un flop.

A fronte di 202 milioni di entrate ad oggi dalla Regione sono stati già pagati affitti sugli stessi palazzi per 100 milioni di euro: in quel fondo da 34 beni acquistati da Pirelli Re ci sono praticamente tutti gli assessorati e quindi di fatto l'amministrazione ha dovuto riaffittare gli immobili, a un canone pari all'8% del valore stimato (il doppio rispetto a quello del mercato privato).

Tornando all'incarico, il contratto prevede per "l'attività di creazione del censimento informatizzato del patrimonio" un compenso presunto di 13,3 milioni di euro.

La Regione, al momento della firma dell'accordo, non sa infatti con precisione i volumi dei beni che ha.

A pagina 16 del contratto viene però ribadito che il pagamento alla Psp deve avvenire in base a un tariffario preciso: 6,6 euro a mq per ogni fabbricato censito (che diventano 0,05 euro se si tratta di terreni e 0,002 euro se si tratta di boschi).

La Psp, cordata di soci che ha vinto la gara, si mette subito al lavoro e nel giro di pochi mesi arriva a raccogliere dati, poi inseriti in un sistema informatico, su 239 palazzi, 273 terreni e 939 tra boschi e aree verdi.

La Regione paga e si vede recapitare molto più salato rispetto all'inizale preventivato di 13,3 milioni. In base alla fatture, adesso raccolte dalla commissione Bilancio dell'Ars guidata da Riccardo Savona, per la sola "attività di censimento", sono state infatti firmate fatture per 20,9 milioni di euro nel 2006, per 19,9 milioni nel 2007, per 18,7 milioni nel 2008 e per 20 milioni nel 2009.

Si arriva così alla cifra totale di 80.141.656,63 euro. "E ancora non abbiamo i dettagli di tutte le altre fatture" dice il presidente Savona, che su questa vicenda convocherà all'Ars tutti i protagonisti.

Ma da chi è composta la cordata che si è aggiudicata la gara per questo censimento milionario?

Capofila è la Sti, società con sede a Pinerolo.

Della cordata fanno poi parte altre tre società, sempre con sede a Pinerolo (la Ge. Fi Intermediazioni, l'Areas e la Exitone), tre con sede a Roma (G. f studio, Grs consulting e la Ge. fi romana) e infine una piccola partecipazione di Banca Nuova.

Di fatto il 75% della Psp fa capo alla F. B, acronimo che sta per Finanziaria Bigotti, amministrata da Ezio Bigotti.

Ma si arriva in Lussemburgo, perché è qui che ha sede una società anonima, la Lady Mary II, che detiene il 45,45% della capogruppo Bigotti.

 

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