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13 Agosto 2013

Fondazione Enasarco preferisce i titoli di Stato agli immobili. E investe 250 mln in BTP

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Il mercato immobiliare non piace più alla Fondazione Enasarco.

Finito il tempo in cui le disponibilità finanziare venivano investite in palazzi a reddito e non ancora terminata la fase di dismissione di parte del patrimonio dell’ente previdenziale degli agenti di commercio, a Roma ritengono più sicuri i rendimenti dei titoli del tesoro italiani.

E non si tratta di diversificare il portafoglio.

I BTP acquistati oggi hanno scadenza fino al 2041.

Quindi niente ossigeno per l’immobiliare, giudicato troppo rischioso.

Nel dettaglio, l’investimento da 250 mln di euro è ripartito in 100 mln di BTP con scadenza fino al 2041, altri 120 mln in titoli di Stato a breve termine e altri 30 mln, ancora a lungo termine, saranno comprati sul mercato appena le condizioni saranno favorevoli.

Enasarco ha commentato come l’investimento “pur in una fase di grandi difficoltà per il nostro Paese, testimonia della fiducia che Enasarco ripone nei fondamentali e nella capacità di ripresa della nostra economia”.
Come dire che la fase immobiliare è da considerarsi terminata.

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