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10 Gennaio 2014

Gli immobili parigini di Risanamento fanno gola a un fondo inglese

di Anna Paperno

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Arriva un'offerta concreta per gli asset di Risanamento.

 

Il fondo inglese Chelsfield avrebbe infatti avanzato un'offerta vincolante sui 9 immobili parigini della società quotata a Piazza Affari, dicendosi disposta a mettere sul piatto 1,2 miliardi di euro, con la disponibilità di versare una caparra da 30 milioni garantita da Ing.

Secondo il quotidiano Il Messaggero, che per primo ha pubblicato la notizia poi ripresa da più parti, il blitz del fondo inglese che fa capo alla cordata Olayan, Qatar, Bankof East Asia, sarebbe da inquadrare come reazione alla nuova offerta che l'ex patron della società, Luigi Zunino, ha inviato alle banche socie prima di Natale.

L'imprenditore piemontese, obbligato da Consob, ha dovuto mettere nero su bianco l'ipotesi di scalata alla sua ex società, che dovrebbe passare per un acquisto del 63,5% del capitale dalle banche a 0,19 euro per titolo e una successiva Opa sul mercato a 0,25 euro.

Secondo indiscrezioni gli istituti di credito (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Popolare, Mps, Bpm), avrebbero avviato un negoziato per ottenere qualcosa in più da Zunino.

In particolare le banche azioniste sarebbe orientate a cedere la propria quota non a meno di 0,21 euro per azione.

I negoziati sarebbero ancora in corso.

Più sorprendente invece che l'offerta di Zunino, sebbene circolasse già da giugno e sia stata formalizzata per insistenza delle autorità di vigilanza a dicembre, non abbia ancora ricevuto alcun commento da parte del consiglio di amministrazione di Risanamento.

Ora l'offerta di Chelsfield potrebbe spingere gli interessati a stringere i tempi, anche perché gli immobili parigini costituiscono uno dei bocconi più appetitosi del martoriato portafoglio di asset in pancia a Risanamento.

E' logico pensare quindi che un'eventuale offerta per tutta la società, ma senza i palazzi parigini, verrebbe limata al ribasso dall'offerente.

Secondo indiscrezioni di stampa il fondo Chesterfield, assistito dallo studio legale Carnelutti, avrebbe fissato come data di efficacia della propria offerta quella di venerdì 17 gennaio, giorno in cui si sarebbe aggiornato il cda di Risanamento.

 

Non va dimenticato che dal tracollo, tra fine 2008 e inizio 2009, Risanamento è stata oggetto di numerosissimi rumor e boatos riguardanti l'interesse di questa o quella società, proveniente da questo o quel Paese emergente e carico di liquidità che, costantemente, si sono poi rivelate bolle di sapone.

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